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Eccidio delle Fonderie 9 gennaio 1950: commemorazione ed evento online coi segretari generali di Cgil Emilia-Romagna

I sindacati organizzano un incontro online per commemorare l’eccidio delle Fonderie Riunite di Modena, avvenuto il 9 gennaio 1950. L’evento s’intitola “Dal 9 gennaio 1950 ai giorni nostri: come fare sindacato oggi?”

Ha un taglio meno memorialistico e più attuale l’iniziativa che i sindacati organizzano quest’anno per commemorare l’eccidio delle Fonderie Riunite di Modena, avvenuto il 9 gennaio 1950.

In programma sabato 9 gennaio, l’evento s’intitola “Dal 9 gennaio 1950 ai giorni nostri: come fare sindacato oggi?” e vedrà la partecipazione dei segretari generali di Cgil Emilia-Romagna Luigi Giove, Cisl Emilia-Romagna Filippo Pieri e Uil Emilia-Romagna Giuliano Zignani.

Collegati in videoconferenza sui canali social a partire dalle 11, i tre segretari regionali di Cgil Cisl Uil illustreranno il Patto per il lavoro e il clima firmato nei giorni scorsi a Bologna.

Durante l’iniziativa verrà presentato anche il sito web contenente i materiali (foto, documenti e video) della mostra “9 Gennaio 1950 – 9 Gennaio 2020. La memoria della città”, allestita da Cgil Cisl Uil ad Ago Modena Fabbriche Culturali in occasione del 70 esimo anniversario dell’eccidio.

L’incontro on line sarà preceduto dalla tradizionale commemorazione, in programma alle 9 presso il cippo ai caduti delle ex Fonderie in zona Crocetta (cavalca ferrovia via C.Menotti/via Santa Caterina).

La cerimonia avverrà nel rispetto delle normative anti Covid. I segretari generali di Cgil Modena Manuela Gozzi, Cisl Emilia Centrale William Ballotta e Uil Modena-Reggio Luigi Tollari, insieme alle autorità cittadine, deporranno corone di alloro in memoria dei sei operai uccisi il 9 gennaio 1950 durante la manifestazione per la riapertura delle Fonderie Riunite: Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti.

Altre 200 persone rimasero ferite, ma molte di esse non si presentarono agli ospedali per il timore di essere fermate o arrestate.

Per la loro drammaticità, i fatti del 9 gennaio 1950 segnarono il culmine di un clima conflittuale nelle fabbriche in tutto il Paese. Fu dopo quella stagione di lotte che si cominciò a costruire una convivenza più pacifica nei luoghi di lavoro.

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