Nasce il maxi Ordine delle professioni sanitarie, al voto 3 mila modenesi e reggiani

L’organismo riunisce 19 professionisti della sanità (eccetto medici e infermieri, che hanno già i loro Ordini). Dal 6 all'8 dicembre le prime elezioni interne

Modena è una delle prime province italiane – insieme a Reggio Emilia – in cui nasce il nuovo maxi Ordine della professioni sanitarie. L’acronimo è piuttosto complicato: Fnoptsrmpstrp (Federazione nazionale ordini provinciali tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e prevenzione).

L’organismo riunisce 19 professionisti della sanità (eccetto medici e infermieri, che hanno già i loro Ordini), afferenti a 19 diversi albi. Si tratta dei tecnici sanitari di laboratorio biomedico, audiometristi, audioprotesisti, tecnici ortopedici, dietisti, tecnici di neurofisiopatologia, fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, igienisti dentali, fisioterapisti, logopedisti, podologi, ortottisti e assistenti di oftalmologia, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapisti occupazionali, educatore professionali, tecnico della prevenzione nell’ambiente e luoghi di lavoro, assistenti sanitari, tecnici sanitari di radiologia medica. In Italia sono quasi 200 mila operatori, mentre tra Modena e Reggio sono oltre 3 mila e vanno al voto in questi giorni per eleggere i propri rappresentanti.

Le elezioni si svolgono venerdì 6 dicembre a Reggio (ore 16-19 centro internazionale Loris Malaguzzi), sabato 7 dicembre a Baggiovara di Modena (ore 9.30-12.30 hotel RMH Modena des Arts) e domenica 8 dicembre a Rubiera (ore 9-12 La Corte). Compiti del nuovo Ordine sono la difesa dell’autonomia professionale, il progresso culturale degli iscritti, la lotta all’abusivismo delle professioni. Tutti i professionisti regolarmente abilitati che intendano esercitare una professione sanitaria in qualunque forma giuridica, hanno l’obbligo di iscriversi da subito all’albo professionale di riferimento. Il rischio per chi svolge attività professionale senza essere iscritto è incorrere nel reato di esercizio abusivo della professione, per il quale la legge n. 3/2018 (cosiddetta “legge Lorenzin”) ha inasprito pene e sanzioni. Questo a tutela non solo dei professionisti regolarmente iscritti, ma soprattutto degli utenti che si sottopongono a trattamenti sanitari.

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