In elisoccorso per partorire, l'Ausl: "Il ginecologo  a Pavullo non è vitale"

Toscani: "Tempi ottimali di risposta; rafforzare l’Emergenza Urgenza è la via migliore per l’assistenza alle gravide e a tutti i cittadini"

Due interventi nel weekend sull’Appennino modenese da parte dell’elisoccorso notturno di Bologna per due gravidanze a termine. Una "nuova normalità" seguita alla chiusura del Punto Nascite e al potenziamenti dell'eliambulanza, che inevitabilmente ha destato qualche malumore - come avviene da mesi - cui l'Ausl ha replicato oggi con una nota stampa.

“Affermare che sia ‘vitale’ la presenza a Pavullo di un ginecologo dalle 20 alle 8 è fuorviante per i cittadini, in termini di appropriatezza assistenziale, in un luogo dove non è attiva l'assistenza al parto: la presenza di un ginecologo non consentirebbe infatti in alcun modo di gestire le emergenze ostetriche presso l’Ospedale di Pavullo, perché non inserito in un contesto assistenziale che possa supportarne l’operatività sia medica che chirurgica in urgenza. Al contrario rischia di essere controproducente, aumentando il tempo richiesto per l’assistenza della donna in gravidanza, che dovrebbe comunque spostarsi successivamente da Pavullo verso il Punto nascita scelto per il parto”. A dichiararlo è Maria Cristina Galassi, Direttore dell’UO di Ostetricia e ginecologia di Pavullo e Sassuolo in merito a quanto pubblicato sulla stampa in questi giorni: “E' importante chiarire ai cittadini che questa figura così inserita non solo non aumenterebbe il livello di sicurezza per le gravide, ma non consentirebbe di raggiungere miglioramenti effettivi nella loro assistenza”.

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“È stato così possibile ottimizzare i trasporti, come dimostrano anche i due interventi di questo fine settimana che hanno visto tempi ottimali di risposta nel soccorso e una efficiente integrazione tra i diversi mezzi - osserva Stefano Toscani, Direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza dell’Azienda USL di Modena -. È questa infatti la miglior soluzione per affrontare una tipologia di situazioni che non rientrano tra le ‘patologie tempo-dipendenti’ comunemente intese (come le ischemie, ad esempio ictus e infarto) e richiedono un’assistenza personalizzata in tempistiche che possono essere più dilatate e gestite con adeguata assistenza. I tempi del parto, infatti, come dimostrano anche le date e gli orari di nascita di questi due bimbi, sono sovente più lunghi e consentono la valutazione della situazione e il raggiungimento del Punto nascita più adeguato al parto, mentre i casi di parto precipitoso, come abbiamo già ripetuto, possono avvenire in qualunque contesto e zona geografica e sono indipendenti dai tempi di intervento dei mezzi di soccorso. Nei due casi verificatisi sabato e domenica - conclude Toscani – l’invio dell’elisoccorso rappresenta una importante integrazione delle possibilità di intervento via terra, in casi selezionati e sulla base della valutazione clinica effettuata dal personale sanitario presente sul posto”.

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