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Espropri per le tre famiglie "superstiti", parte il recupero degli alloggi Erp di via Nonantolana

Il Consiglio approva all’unanimità il Piano: al posto dei fabbricati vetusti due palazzine con 74 alloggi Erp ed Ers. Previsto verde pertinenziale e connessioni ciclopedonali

Il comparto dell’Edilizia residenziale pubblica di via Nonantolana ai civici 221-255 potrà riprendere il progetto di riqualificazione avviato ormai da qualche anno. Al posto dei tre vetusti fabbricati Erp, di cui due già demoliti, sorgerà un comparto con 74 alloggi Erp ed Ers, in due moderne palazzine, e al centro sarà allestito uno spazio destinato a verde pertinenziale, dotato di percorsi ciclopedonali che consentiranno di ricucire le aree tra via Nonantolana, il parco XXII Aprile e la scuola Collodi.

A dare il via libera al piano di recupero di iniziativa pubblica dell’area, con vincolo di esproprio in variante al Piano operativo comunale, nella seduta di venerdì 18 dicembre, è stato il Consiglio comunale di Modena, che ha approvato all’unanimità il Piano urbanistico attuativo (Pua) insieme alla Relazione di controdeduzione alle osservazioni e recepimento dei pareri pervenuti dopo la positiva conclusione della conferenza dei servizi.

“L’attuazione dell’intervento di riqualificazione e rigenerazione del comparto Nonantolana – ha affermato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli presentando la delibera – è di prioritario interesse pubblico sia perché garantisce l’accesso alla casa ai ceti più fragili, la cui lista di attesa è piuttosto lunga, e ai cittadini che si trovano nella cosiddetta ‘fascia grigia’, sia perché ripensa una zona in grave stato di abbandono dopo la dismissione di numerosi comparti produttivi e con aree di edilizia popolare ormai decadenti. L’intervento si inserisce, infatti, in una più ampia strategia di riqualificazione urbana della Fascia ferroviaria del Quadrante nord, avviata nel 1998. Un nuovo slancio al Piano ha ridisegnato l’area dal punto di vista urbanistico, con l'eliminazione delle industrie da tempo dismesse, e architettonico, con i progetti delle torri dell'ex acciaierie e del museo Ferrari. Si è deciso di procedere con la demolizione degli edifici Erp risalenti agli anni’40, privi di qualità edilizia, con la sostituzione con edifici più moderni, quindi senza consumo di suolo, per una migliore vivibilità degli ambienti e della zona. Due dei tre fabbricati sono già stati demoliti e, nell’ultimo, i proprietari di una delle tre unità residenziali private rimaste sono stati trasferiti recentemente in altro alloggio. Per le altre due famiglie sono in corso approfondimenti per individuare soluzioni alternative”.

Nel comparto, le unità abitative saranno destinate per il 35 per cento all’Edilizia residenziale pubblica (Erp) e per il 65 per cento all’Edilizia residenziale sociale (Ers), con l’obiettivo di dare risposta non solo alle famiglie più deboli, ma anche ai cittadini compresi nella cosiddetta ‘fascia grigia’, che pur non rientrando nei limiti di reddito previsti per l’accesso all’Erp, non dispongono comunque delle risorse necessarie per rivolgersi al libero mercato in vendita e affitto. Gli alloggi saranno destinati principalmente a giovani in cerca di una propria autonomia abitativa e famiglie numerose. Gli alloggi di edilizia residenziale sociale saranno assegnati in locazione per 20 anni a canone agevolato o in locazione permanente in proprietà indivisa.

L’intervento, del valore complessivo di 14 milioni di euro, prenderà il via in primavera e sarà diviso in due stralci. Nel primo, pari a 5 milioni di euro, è prevista la realizzazione della prima palazzina, con 26 alloggi Erp, e delle dotazioni urbanistiche interne al comparto, nella zona già liberata dopo la demolizione dei primi due fabbricati esistenti. L’intervento sarà finanziato con risorse comunali che provengono dal reinvestimento obbligatorio delle entrate derivanti dalla gestione degli alloggi Erp comunali. Le attività di progettazione, aggiudicazione appalto, affidamento e direzione lavori sono state affidate ad Acer Modena tramite apposita convenzione. Una volta realizzata la palazzina, sarà sempre Acer a gestire gli alloggi Erp, che entreranno a far parte del patrimonio comunale indisponibile.

Nel secondo stralcio, del valore di 9 milioni di euro, oltre all’acquisizione dei tre alloggi privati da espropriare, è prevista la realizzazione della seconda palazzina, che ospiterà 48 alloggi di Ers, di servizi integrativi all’abitare (spazi comuni di aggregazione sociale aperti ai residenti del comparto ma anche a residenti del Quartiere), delle dotazioni urbanistiche fuori dal comparto, della progettazione del modello di gestione sociale e della sua condivisione. L’intervento, candidato a finanziamenti regionali, sarà diviso in due lotti, uno di iniziativa del Comune e l’altro di Acer, proprietaria di un terzo dell’area. Per la progettazione esecutiva del secondo edificio, l’Amministrazione comunale valuterà inoltre la possibilità di avvalersi dei contributi che scaturiranno da un concorso di architettura per rendere tale intervento un modello di riferimento futuro per questa tipologia edilizia.

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