“Il fiume Panaro è inquinato", nel mirino lo scarico della ditta Far Pro

I consiglieri comunali della confinante San Cesario - Piccinini, Soli e Zanoli- hanno commissionato analisi chimiche dell'acqua da cui emerge un parametro oltre la soglia di legge. L'autorizazione ambientale obbligherebbe la ditta a scaricare nelle fogne comunali

"Una schiuma bianca, una fetore insopportabile, un fiume irriconoscibile. Non è più acqua quella che imputridisce presso lo scarico delle acque del depuratore della ditta Far Pro di Spilamberto". Un attacco diretto quello che arriva dai consiglieri comunali di San Cesario Sabina Piccinini e Ivano Soli (Gruppo Consiliare Lista Civica Nuovo San Cesario) e Mirco Zanoli (Gruppo Consiliare Rinascita Locale), che nei giorni scorsi hanno effettuato un sopralluogo nel punto del panaro in cui arriva lo scarico della ditta Far Pro, situata sulla sponda del fiume di competenza del Comune di Spilamberto.

I consiglieri non anno dubbi, forti delle analisi biochimiche fatte eseguire da un laboratorio: "Il Panaro è inquinato. Le analisi di un campione d’acqua prelevato in zona hanno messo in evidenza una concentrazione di BOD (richiesta biochimica di ossigeno) pari a 77,6 mg/l, superiore ai limiti di legge (limite 20 mg/l, D.Lgs. 152/2006). Un fiume incontaminato ha solitamente valori di BOD minori di 1 mg/l. Un fiume moderatamente inquinato ha valori di BOD fra i 2 e gli 8 mg/l. Un'acqua di scarico efficacemente trattata da un impianto di depurazione ha valori di BOD di circa 20 mg/l".

Per i consiglieri vi è un vizio sostanziale: "Lo scarico della Far Pro di Spilamberto dovrebbe essere chiuso per essere poi convogliato nel sistema fognario di Spilamberto. E non lo diciamo solo noi, sta scritto nell’autorizzazione rilasciata alla ditta". Il riferimento è alla determinazione dirigenziale n. 6218 del 22 Novembre 2017 di Arpae, nella quale si legge: "Fatte salve le considerazioni di compatibilità tecnica ai sensi del vigente regolamento comunale degli scarichi in pubblica fognatura, il gestore è tenuto a realizzare (con le modalità e le tempistiche da concordare con il Comune di Spilamberto ed il gestore del S.I.I.) l’allacciamento dello scarico delle acque trattate nel depuratore aziendale alla fognatura comunale (quando realizzata e disponibile), con recapito finale all’impianto di depurazione comunale. [...] Lo scarico delle acque di raffreddamento andrà comunque mantenuto in acque superficiali, per non gravare di eccessivo carico idrico l’impianto comunale"

"I nostri Amministratori però si accontentano del contentino: lo scarico a seconda delle stagioni. Nell’ultimo Consiglio l’Assessore all’Ambiente Pancaldi (San Cesario, ndr) ha parlato di un accordo di massima con la ditta per immettere lo scarico in fogna solo nei mesi estivi; per tutto il resto dell’anno, via libera, la Far Pro scarichi pure in Fiume fin che vuole. Il Panaro può tranquillamente sostituirsi alla fogna", commentano Piccinini, Soli e Zanoli.

"E chi può escludere che l'acqua scaricata non si mescoli con quella da cui pescano i pozzi HERA, situati poco più a valle, che alimentano gli acquedotti di San Cesario, di Modena, Castelnuovo e Castelvetro? Nell’autorizzazione rilasciata alla ditta da Arpae, ci sono delle prescrizioni ben precise, perchè non vengono fatte rispettare? Un tempo, i Fiumi erano considerati sacri: è chiaro che i tempi sono cambiati", chiosano i consiglieri.

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