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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Femminicidi, dieci le donne uccise nel modenese negli ultimi tre anni

Anna Bernardi, Elisa Mulas, Simonetta Fontana, Milena Calanchi, Laura Amidei, Alessandra Perini, Benedicta Dan, Ghizlan El Hadraoui, Teresa Petrone e Khaddouj Hannioui sono le donne a cui la vita è stata tolta da uomini nel modenese tra il 2019 e il 2021

Anna Bernardi, Elisa Mulas, Simonetta Fontana, Milena Calanchi, Laura Amidei, Alessandra Perini, Benedicta Dan, Ghizlan El Hadraoui, Teresa Petrone e Khaddouj Hannioui sono le donne a cui la vita è stata tolta da uomini nel territorio modenese tra il 2019 e il 2021. Uomini (con un’accezione prettamente sintattica del termine) spesso facenti parte della famiglia delle vittime come mariti, figli, nipoti, o membri che di quelle stesse famiglie non erano più parte o, addirittura, perfetti sconosciuti.

Due, invece, sono le donne scampate al destino più crudele imposto loro da uomini, dichiarate già morte dai propri carnefici ma salvate grazie ad un tempestivo intervento di soccorsi e forze dell’ordine: Francesca Rizzello, aggredita con un coltello dal fratello pluripregiudicato e una donna di Maranello, un mazzo di fiori, un “no” non accettato ed un colpo di pistola alla testa.

Due sono i carnefici che, dopo aver annullato l’esistenza di una donna, hanno deciso di porre fine anche alla propria. Uno, l’uomo che ha tentato ma ha fallito. Una la donna che, prima di essere uccisa, aveva sporto denuncia contro il futuro assassino, tre le situazioni di violenza e disagio famigliare di cui le forze dell’ordine erano a conoscenza.

Femminicidi nel modenese: le dieci vite spezzate

Khaddouj Hannioui

Khaddouj Hannioui, cinquantenne, di origine marocchina e residente a Finale Emilia è stata uccisa dal nipote Mohammed El Fathi nella residenza nella quale abitava nel marzo 2019. Trenta coltellate sferzate alle sue spalle mentre lavorava in cucina, all’arrivo dei soccorsi per la donna non c’è stato nulla da fare se non constatarne il decesso. Secondo quanto riscostruito dai Carabinieri non sono emersi particolari momenti di tensione all'interno del nucleo famigliare, nè litigi nè rancori che avrebbero potuto fornire un movente all'omicida. La famiglia aveva sempre condotto una vita discreta e schiva nel paese della Bassa e lo stesso valeva per Mohammed El Fathi, che viveva la sua condizione di malattia in cura da diversi anni al Centro di Salute Mentale di Modena in maniera tranquilla.

Teresa Petrone

Teresa Petrone, 76enne, italiana e residente in zona Morane a Modena è stata uccisa dal marito Domenico Leonelli nell’appartamento nel quale la coppia abitava. Una coltellata al petto con un coltello da cucina è costata la vita alla donna. All’arrivo dei soccorsi, avvertiti dal figlio della coppia, l'uomo aveva ancora il coltello in mano, mentre la moglie era riversa sul pavimento del disimpegno tra la camera da letto e la sala, dove probabilmente si era spostata a fatica dopo essere stata colpita nel letto. Leonelli, ormai da tempo in pensione dopo una vita da muratore, era da tempo affetto da demenza senile ed era stato colpito da altri guai fisici. Solo poco tempo prima era stato ricoverato in Geriatria e gli stessi figli hanno ammesso che il padre stava attraversando un momento particolarmente difficile dal punto di vista dell'equilibrio personale. Secondo quanto riferito dai vicini di casa, la stessa Teresa Petrone - da sempre casalinga - avrebbe riferito negli ultimi tempi di essere preoccupata per le condizioni del marito e di essere anche stata colpita al volto in un episodio violento la settimana prima. Alle forze dell'ordine non risultavano tuttavia denunce di maltrattamenti.

Ghizlan El Hadraoui

Ghizlan El Hadraoui, 38enne, madre di due figli, di origine marocchina e residente in zona Musicisti a Modena è stata uccisa dal marito Khalin Laamane nel febbraio 2019. Il corpo della donna fu trovato nella periferia nord della città all’interno di un’auto data alle fiamme dal marito. La drammatica fine di Ghizlan aveva suscitato sconcerto in città, in particolare nel quartiere Musicisti dove la famiglia viveva e dove la donna era integrata e conosciuta. I cittadini erano scesi anche in strada con una fiaccolata che aveva portato in via Puccini, sotto la sua abitazione, circa 500 persone.

Benedicta Dan

Benedicta Dan, 42enne, di origine nigeriana è stata uccisa nella zona industriale di Modena Nord, dove svolgeva il lavoro di prostituta, da Leopoldo Scalici, 42enne pavullese nell’aprile del 2019. In seguito ad un rapporto sessuale, la donna era stata colpita a morte con una morsa in metallo a bordo del furgone dell’uomo. Il cadavere era poi stato abbandonato in un fossato nelle campagne di Albareto. Ore dopo, mentre erano in corso le indagini della Squadra Mobile, l’uomo si era costituito spontaneamente presso la caserma dei Carabinieri di Pavullo. 

Alessandra Perini

Alessandra Perini, 46enne, italiana e residente a Pavullo è stata uccisa dal marito Davide Di Donna nell’ottobre del 2020. La donna è deceduta a causa di una emorragia interna derivata dalle percosse inflitte dal marito a diverse ore di distanza dai fatti. Arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale, Di Donna era stato in seguito scarcerato e confinato ai domiciliari. Nel Dicembre dello stesso anno, si è tolto la vita.

Laura Amidei

Laura Amidei, di 67 anni, italiana e residente a Vignola è stata uccida dal marito Franco Cioni all’interno della loro residenza nell’aprile del 2021. La donna, malata da tempo, è morta soffocata nel letto dal marito il quale, autodenunciandosi ai Carabinieri, ha spiegato che non riusciva più a reggere quella situazione.

Milena Calanchi

Milena Calanchi, 71enne, italiana e residente a Modena è stata uccisa dal figlio Carlo Evangelisti all’interno dell’abitazione della donna nel novembre del 2021. Il corpo dell'anziana è stato trovato riverso a terra, sul pavimento della camera da letto: non erano presenti tracce di sangue o ferite evidenti, ma era ricoperto da vestiti intrisi di alcol. Non si esclude una morte per soffocamento o per lesioni interne dovute a colpi o a una caduta. I vicini riferiscono di un rapporto turbolento tra madre e figlio e di aver sentito forti grida nel corso della notte. Riferiscono anche di una situazione di disagio personale dell'uomo, per la quale erano già state effettuate segnalazioni alle Forze dell'Ordine, più volte intervenute per sedare liti fra i due.

Simonetta Fontana ed Elisa Mulas

Elisabetta Fontana ed Elisa Mulas, madre e figlia di Sassuolo, rispettivamente di 64 e 43 anni, uccise dall’ex compagno di quest’ultima insieme ai due figli piccoli di due e cinque anni all’interno dell’abitazione della madre nel novembre del 2021.

La relazione tra la sassolese e il tunisino sarebbe infatti terminata almeno un mese fa, per decisione di lei. In seguito alla rottura la 43enne era tornata a vivere con la madre, portando con se i due figli piccoli e la figlia 11enne avuta da una precedente relazione e scampata alla strage. Già in un'occasione il 38enne avrebbe minacciato di morte l'ex compagna, non rassegnandosi alla fine della relazione. Lei lo avrebbe segnalato alle forze dell'Ordine, ma il dissidio si sarebbe poi ricomposto senza altri strascichi. A quanto si apprende negli scorsi giorni il rapporto tra i due sarebbe tornato buono, tanto che l'uomo si recava abbastanza liberamente presso l'abitazione. Dopo aver sterminato la famiglia, l’uomo si è tolto la vita.

Anna Bernardi

Anna Bernardi, 67enne, italiana e residente a Montese è stata uccisa dal marito Grazio Lancellotti presso la loro abitazione nel novembre 2021. La donna è stata pugnalata a morte dal marito, anziano con problemi di salute legati ad una malattia degenerativa. L'uomo avrebbe poi cercare di togliersi la vita, senza però riuscirci. Era conosciuto in paese per le sue attività di volontariato, mentre la moglie pare fosse malata da tempo. 

Due femminicidi evitati

Nel novembre del 2020, una donna è stata trovata in stato confusionale, ma ancora viva, con una ferita alla testa nella sua abitazione a Maranello. A terra i militari hanno recuperato una pistola calibro 6,35 con matricola abrasa, con il bossolo ritenuto nella camera di cartuccia e altri tre proiettili. A sparare il colpo il compagno, 57enne italiano che si è presentato presso la caserma dei Carabinieri annunciando di aver ucciso la propria compagna. La signora è stata trasportata immediatamente presso l’ospedale di Baggiovara ed è stata sottoposta ad un intervento chirurgico per l’asportazione dell’ogiva: la frattura della teca cranica provocatogli dal colpo di arma da fuoco fortunatamente non è stata molto grave. Il movente sembrerebbe da ricondurre nella crisi della coppia. Lui aveva comprato delle rose per riconquistare la sua compagna, poi l’epilogo che fortunatamente non si è trasformato nell’evento più tragico.

Nell’aprile del 2019, invece, una 36enne di Villanova è stata aggredita con un coltello da cucina dal fratello Cosimo Damiano Rizzello, 40enne pluripregiudicato noto alle forze dell’ordine per reati minori e reati gravi come furto, rapina ed estorsione. La donna, raggiunta da coltellate alla nuca, al collo e al torace, ha purtroppo perso molto sangue prima di essere soccorsa e salvata.

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