Festa della Liberazione: in consiglio comunale l’intervento dell’Associazione nazionale partigiani

“Resistenza, nel 2020, vuol dire una nuova Liberazione che incomincia dall’aver cura dell’altro” Così si apre il Consiglio comunale in occasione del 75° Anniversario della Liberazione della città. Un altro appuntamento in streaming e diretta tv anche sabato 25 aprile

Modena non rinuncia, anche in questi tempi difficili, a celebrare nei modi consentiti il giorno della liberazione della città e il 75° anniversario del “25 aprile”, giornata che ha segnato la sconfitta del nazifascismo per “vedere la nascita della Repubblica italiana all’insegna dei valori di pace, democrazia e libertà”.

Così il sindaco Gian Carlo Muzzarelli è  intervenuto durante il Consiglio comunale convocato, proprio nel giorno della liberazione di Modena, grazie ai collegamenti online, secondo le misure emergenziali sanitarie, con consiglieri e autorità. L’appuntamento in programma per sabato 25 aprile, alle 11.30, sarà possibile seguirlo in streaming sul sito del Comune e in diretta televisiva su Trc’, canale 11 del digirale.

Oltre al sindaco e al presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi interverranno il presidente della Fondazione San Carlo Giuliano Albarani, e Roberto Tonelli, pneumologo al Policlinico di Modena.Durante il Consiglio comunale, invece, è intervenuto in collegamento telematico da Milano il presidente emerito dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi) Carlo Smuraglia, introdotto dal presidente Poggi.

“La pandemia ha reso tutto diverso nella nostra quotidianità, perfino nel nostro essere qui oggi – ha esordito Poggi – e questo rende ancora più importante partire dalle certezze che siamo qui a celebrare: Modena è libera, l’Italia è libera. E la pandemia non può e non deve scalfire la nostra libertà. Insieme a chi è stato protagonista della Liberazione – ha proseguito il presidente - abbiamo bisogno di vivere questa Festa non come ‘celebranti’, ma come ‘apprendisti’ e ‘artigiani’, per capire come essere costruttori di una nuova Liberazione e di una rinnovata libertà. Perché – ha concluso Poggi – come ha detto Sergio Dotti, monaco di Bose, in questo tempo indeterminato della pandemia, possiamo essere artigiani di cura e di speranza. Resistenza, nel 2020, vuol dire una nuova Liberazione che incomincia dall’aver cura dell’altro, del pianeta e di noi stessi con loro”.

La lotta per la liberazione e la Resistenza sono stati il punto di partenza dell’intervento di Carlo Smuraglia che ha voluto prima di tutto ricordare che “i modenesi, cittadini e partigiani, hanno partecipato attivamente a fianco degli alleati ai combattimenti per liberare la città: si sono liberati da soli, pagando un prezzo tragico di vite umane, e questo non dobbiamo dimenticarlo. Per questo, insieme alla Liberazione oggi ricordiamo anche la Resistenza. Ma oggi – ha proseguito – il pensiero va anche alla battaglia che stiamo combattendo contro questo nuovo nemico invisibile che è il coronavirus. È un momento doloroso, ma il nostro passato ci aiuta a capire il presente e a individuare la strada per il futuro, ricordandoci che dobbiamo saper prendere in mano il nostro destino. E l’impegno civile che allora ha caratterizzato, le lotte per la liberazione, oggi si declina nella solidarietà che connota i nostri comportamenti, in particolare verso chi è in prima linea nel contrastare l’epidemia. Il popolo italiano è messo alla prova oggi come lo fu allora, e se ora siamo qui, liberi, è perché qualcuno in quegli anni si è adoperato per darci un futuro e mettere le basi per i diritti che abbiamo ottenuto. Oggi – ha concluso Smuraglia – dobbiamo fare lo stesso e potremo dire ai nostri figli che ci siamo impegnati per la libertà”.

Il sindaco Muzzarelli ha concluso il momento celebrativo richiamando, nella prospettiva di uscire dall’attuale emergenza, lo spirito della pace ritrovata dopo la Liberazione e la successiva ricostruzione del Paese: “Uno spirito che può insegnarci molto e darci entusiasmo, speranza e voglia di fare la nostra parte per un mondo migliore”.

Nel suo intervento il sindaco ha ricordato anche l’istituzione del Sistema sanitario nazionale, le figure di Nilde Iotti e di Ermanno Gorrieri (di entrambi quest’anno ricorre il centenario della nascita) per poi sottolineare l’importanza di celebrare anche quest’anno il 25 aprile, nonostante l’emergenza sulla quale ha invitato a evitare la retorica di guerra, ossia un linguaggio che porta necessariamente a cercare un nemico e il rischio quindi che si cominci a pensare agli ammalti come nemici, ai possibili portatori di contagio.  Una retorica che rappresenta un primo passo verso l’egoismo sociale.

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