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Domenica, 25 Febbraio 2024
Attualità Castelvetro di Modena

Fertilizzanti più sostenibili dagli scarti di lavorazione, Inalca guida il progetto

Si tratta di un progetto di ricerca europeo, che ha sfornato tre diversi prototipi di fertilizzanti. Un ciclo virtuoso di recupero

Trasformare gli scarti finali delle lavorazioni delle carni bovine in fertilizzanti organici, dentro a "un ciclo esemplare di economia circolare". È la sfida del progetto Np Sustainable Fertilizer nell'ambito dello Smart Agrifood e del Green Deal europeo, che ha visto coinvolte aziende e università con il sostegno dell'organismo comunitario Eit Food, la cui prima fase di ricerca si è appena conclusa.

La capofila è stata la modenese Inalca, uno dei maggiori player europei nel settore: assieme alla società veronese Fomet, produttrice di fertilizzanti organici e biostimolatori, ha sviluppato nuove soluzioni agronomiche, in collaborazione col dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell'Università di Bologna, dell'Università tedesca di Hohenheim e dell'Istituto di Riproduzione Animale e Food Research dell'Accademia Polacca delle Scienze.

Il residuo finale del processo, il "digestato essiccato", consiste in un materiale organico disidratato utilizzabile come materia prima per la produzione di fertilizzanti organici, per un quantitativo di 4.000 tonnellate anno. Il progetto, che ha coinvolto gli stabilimenti Inalca di Ospedaletto Lodigiano e Pegognaga, ha permesso, spiegano gli addetti ai lavori, di "verificare scientificamente i processi di realizzazione e trasformazione del digestato in nuovi fertilizzanti, contenenti azoto e fosforo in forma organica, studiando gli effetti sul suolo".

Così, si è arrivati a tre prototipi di fertilizzanti (due totalmente organici e uno organico-minerale) sia in polvere sia in pellet. Come conferma Giovanni Sorlini, responsabile Qualità, Sicurezza e Sostenibilità di Inalca, "siamo arrivati alla produzione di nuovi fertilizzanti di origine non chimica e ad elevato contenuto di sostanza organica, da utilizzare in un'agricoltura capace di assicurare sicurezza alimentare e tutela ambientale". (DIRE)

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