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Sabato, 3 Dicembre 2022
Attualità Castelvetro di Modena

Apre il nuovo tratto della Pedemontana  a Cà di Sola. Partono i lavori per l'ultimo stralcio

Inaugurato oggi il penultimo tassello dell'infrastruttura avviata ormai vent'anni fa. Ora manca solo l'ultimo cantiere, che avrà durata di due anni

A Castelvetro sono finalmente terminati i lavori della Provincia per il prolungamento della nuova Pedemontana, nel tratto lungo oltre un chilometro e 800 metri tra la provinciale 17 a Cà di Sola fino alla rotatoria di S.Eusebio, un'opera che ha un costo di nove milioni e 200 mila euro messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna.

Altri due anni per completare l'ultimo tratto.

Sono partiti contestualmente alla chiusura del cantiere precedente i lavori dell'ultimo stralcio della nuova Pedemontana, nel tratto compreso dalla strada provinciale 17 a Cà di Sola a via del Cristo a Castelnuovo Rangone. La ditta Frantoio Fondovalle srl di Montese si è aggiudicata il bando di gara europeo della Provincia, da 15 milioni 850 mila euro, per realizzare un'opera lunga complessivamente circa tre chilometri.

I tecnici della Provincia sottolineano che l'infrastruttura potrà garantire una maggiore sicurezza e collegamenti più agevoli in tutta la zona, anche alla luce del completamento del tratto da Cà di Sola alla rotatoria di S.Eusebio, così da completare tutta l’infrastruttura che collega la provincia di Reggio Emilia a Bologna, attraversando il territorio modenese da est a ovest.

La lunghezza complessiva dell’ultimo lotto è di due chilometri e 785 metri, si sviluppa nei territori dei comuni di Castelnuovo Rangone e di Castelvetro e prevede una nuova rotatoria all’incrocio di via Gualinga; sono inoltre previsti due sottopassi di ricucitura poderale, in prossimità di via Rio Scuro e di via Canalazzo e un sottopasso ciclo-pedonale in corrispondenza della rotatoria con la sp17, mentre saranno installate barriere fonoassorbenti per mitigare l'impatto acustico. Il nuovo tratto di strada comprende anche un ponte in calcestruzzo sul torrente Nizzola e tre tombamenti del Rio Scuro, per il quale è prevista una nuova inalveazione, nei pressi della rotatoria di via Gualinga.

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Le dichiarazioni 

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, è intervenuto sottolineando che «La Pedemontana è una infrastruttura che davvero può incidere sulla vita delle persone, nella provincia di Modena per questi tratti e in buona parte dell’Emilia per quanto riguarda l’opera nel suo complesso - sottolineano Bonaccini e Corsini -. Il territorio la attende da tempo perché significa andare al lavoro, tornare a casa e spostarsi nel tempo libero più velocemente e in maggiore sicurezza. E meno traffico e meno code vogliono dire anche meno smog e aria più pulita. I primi cantieri della Pedemontana sono partiti nel 2003, oggi vediamo davvero vicina la conclusione dei lavori nel modenese - concludono presidente e assessore -: andiamo così a completare il tragitto da Bologna a Reggio Emilia, e non è affatto un risultato scontato se pensiamo alle difficoltà enormi dalla pandemia in poi, specialmente il recente aumento insostenibile dei costi delle materie prime».   

Per il presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei «la conclusione di questa opera coincide con l’avvio dell’ultimo tratto, necessario a complementare l’intera arteria che collega Reggio Emilia a Bologna. Si tratta di un grande risultato, raggiunto nonostante le difficoltà del periodo, all’aumento del costo delle materie prime alla difficoltà di reperimento dei materiali. Nonostante questi problemi, l’opera è terminata e ci apprestiamo a realizzare l’ultimo lotto con grande rapidità, consentendo alla comunità modenese di essere sempre più competitiva migliorando la qualità delle infrastrutture del territorio locale. La pedemontana è una strada con una lunga storia, già negli strumenti urbanistici provinciali dal 1985, e dal 2003 sono in corso i cantieri di realizzazione. In questi anni il territorio è mutato notevolmente e anche la strada è stata oggetto di migliorie e varianti, per accogliere le nuove sensibilità ambientali e logistiche e per rendere questa fondamentale arteria, parte integrante di un sistema complesso di mobilità, sempre più orientato verso modelli sostenibili e rispettosi dell’ambiente».

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Giorgia Mezzacqui, vice sindaca di Castelvetro sottolinea che «nel passato le grandi Vie commerciali ci hanno permesso di conoscere prodotti come la curcuma, il pepe, il tè. Le grandi civiltà, da quella cinese a quella romana, dalla musulmana alla mongola si sono servite di una capillare rete di strade, rotte, vie carovaniere e vie di mare per collegare una parte e l’altra del mondo, per crescere, per svilupparsi, per scambiare merci (e non solo). Una globalizzazione durata per secoli e secoli e ancora oggi - come vediamo – prosegue. In territori come i nostri dove vi sono paesi tagliati a metà dalle strade statali, la Pedemontana opererà come una spugna, assorbendo il traffico dei centri abitati e le emissioni inquinanti. Ridonerà centralità alla persona, all'individuo, nel suo stare bene, meglio.

La Pedemontana – conclude Mezzacqui - rappresenta una formidabile occasione perché le nostre imprese diventino più competitive ed il tessuto economico si rafforzi. Tessuto economico, spostamenti, turismo pure. Grazie quindi a tutti coloro che in questi anni hanno operato per il completamento di questo ambizioso progetto e ai cittadini che in questi anni hanno vissuto i disagi legati alla realizzazione dell’opera con grande senso civico».
Il tracciato della Pedemontana è lungo oltre un chilometro e 800 metri, parte dalla rotatoria vicino alla frazione di S. Eusebio di Spilamberto, dove ora termina l'arteria, per arrivare sulla strada provinciale 17 a Cà di Sola, nel comune di Castelvetro; la carreggiata è a due corsie con banchine laterali, per una larghezza di 10,50 metri con un ponte sul torrente Guerro, lungo quasi 40 metri, oltre a 300 metri di barriere 160 metri di dune antirumore.

Per il sindaco di Castelnuovo Massimo Paradisi «con l'avvio dei lavori dell’ultimo tratto si avvia a compimento un'opera che collegherà Bologna con Reggio Emilia e nel territorio dell'Unione, con anche l'auspicato completamento della Complanare, anche con Modena, dando sollievo ad una viabilità ordinaria oggi in sofferenza. Essenziale concludere, quindi, i lavori in tempi rapidi ma al contempo stesso immaginare insieme ai territori collegamenti funzionali con la viabilità comunale con un'attenzione particolare anche alla mobilità sostenibile. In questo – conclude Paradisi - so di poter contare sulla disponibilità, collaborazione e sensibilità della Provincia di Modena per poter consegnare alle nostre comunità opere capaci di coniugare funzionalità e sostenibilità.»

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