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Fondazione Pia casa Sant’Anna, cambia la convenzione sul diritto di superficie

E' arrivato l'Ok del Consiglio alla modifica dei patti che accompagnano il diritto di superficie. Si tiene conto anche delle previste opere di riqualificazione ed efficientamento

Cambia la convenzione che accompagna il diritto di superficie di cui gode la Fondazione Pia casa Sant’Anna e Santa Luigia per la casa residenza e centro diurno per anziani non autosufficienti San Giovanni Bosco di via Morselli.

Il Consiglio comunale di Modena ha approvato le modifiche dei patti convenzionali anche per tenere conto degli interventi realizzati per far fronte alla situazione di emergenza causata dalla pandemia e della previsione di nuove opere di riqualificazione ed efficientamento energetico della casa per anziani. La delibera, presentata dall’assessora con delega al Patrimonio Anna Maria Lucà, è stata approvata con il voto a favore dei gruppi di maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Verdi, Modena civica); contrari Movimento 5 stelle, Lega Modena, Forza Italia e Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia.

La Fondazione Pia casa Sant’Anna e Santa Luigia è titolare dal 2013 di un diritto di superficie a titolo oneroso sull’immobile di via Morselli che ospita la Casa residenza e il centro diurno per anziani. Il diritto di superficie, valido fino al 2052, prevede un corrispettivo di 3 milioni di euro (dei quali restano da versare le ultime quattro rate per un importo complessivo di 404 mila euro) e la possibilità di riscatto della nuda proprietà da esercitare entro il 2023 corrispondendo la somma di 1 milione 660 mila euro.

Modifiche apportate

Le modifiche alla convenzione, su richiesta della Fondazione, prevedono una diversa rateizzazione del canone ancora da versare, con rate annuali più basse e distribuite dal 2021 al 2027 (senza prevedere, dunque, alcun versamento per il 2020), e un allungamento del termine per il riscatto della nuda proprietà da parte della Fondazione, prorogato fino al 2030. Prevedono, inoltre, che il corrispettivo previsto per il riscatto sia scontato tenendo conto del valore degli interventi per migliorie ed efficientamenti a carico della Fondazione e già programmati, tra i quali la realizzazione del cappotto esterno, la sostituzione dei serramenti, la chiusura del portico che sarà pavimentato e riscaldato, la rimozione della pavimentazione in vinile contenente amianto e la realizzazione di una zona isolamento con la trasformazione delle aree pranzo, palestra, sale di attesa per incontri.

Aprendo il dibattito per Lega Modena, Giovanni Bertoldi si è detto “esterrefatto” dalla delibera che accoglie richieste di un ente come la Fondazione “che ha ricevuto contestazioni, da parte dei parenti di alcuni ospiti, su presunte inadempienze nelle due strutture gestite: dai ritardi sul ricovero degli anziani alla mancanza di misure di sicurezza per ospiti e operatori”. Secondo il consigliere è “irricevibile” la proposta di “storno dei costi sostenuti per gli interventi, visto che a breve l’edificio passerà sotto la Fondazione. Al massimo si possono diluire le spettanze di quest’anno”.

Dopo aver replicato che “sarà la magistratura, e non il Consiglio comunale, a occuparsi di eventuali, e al momento presunte, inadempienze sull’attività”, Antonio Carpentieri (Pd) ha ricordato che “all’atto dell’ingresso della Fondazione, l’edificio si è rivelato in uno stato peggiore rispetto a quanto valutato in sede di convenzione a causa di problemi sugli impianti e sulla coibentazione”. Gli interventi programmati sulla struttura, ha aggiunto, sono “opportuni perché andranno a beneficio degli anziani ospiti e degli operatori”.

Per Giovanni Silingardi (M5s) è ragionevole sostenere il servizio offerto a favore della comunità “e quindi allungare i termini della rateizzazione e rinunciare agli interessi”. È, però, “incomprensibile” l’ipotesi di “detrarre dal riscatto le spese sostenute per gli interventi di manutenzione: si potrebbe valutare una detrazione parziale, anziché far realizzare le opere a spese del bilancio comunale”.

Anche Elisa Rossini (Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia) ha convenuto di “rimandare i ragionamenti sul ruolo delle case di residenza per anziani durante l’emergenza Covid, che, comunque, rimangono prioritari”. Nel merito della delibera, la consigliera ha concordato sulla rateizzazione e sulla proroga al 2030 del termine per il riscatto della proprietà, ma si è detta contraria alla rideterminazione del prezzo in base al costo dei lavori: “Uno sconto incomprensibile a favore della fondazione”.

In dichiarazione di voto, Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) ha sostenuto l’inopportunità dei “processi alle intenzioni”, sottolineando che l’unico aspetto rilevante è “che i nostri anziani possano essere ospitati in strutture il più possibile confortevoli. Ed è questo l’obiettivo a cui tende la delibera”.

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