Fuoristrada, ebike e droni: alla Polizia Provinciale i fondi per il pattugliamento degli argini

Finanziato il progetto "controllo argini": 52 mila euro dalla regione per mezzi, e-bike e droni. Entro l'anno tre nuove assunzioni

Maggiori controlli sui fiumi e sulla fauna pericolosa per gli argini, anche attraverso l'utilizzo dei droni, per una Polizia provinciale sempre più impegnata nella tutela dell'ambiente, attenta al presidio del territorio e alla sicurezza nel nodo idraulico modenese, tra i più delicati a livello nazionale.  Sono questi gli obiettivi di un progetto sperimentale della Polizia provinciale di Modena per il controllo degli argini che ha ottenuto un finanziamento di 52 mila euro, nell'ambito di un bando regionale che ha visto premiate 13 proposte in tutta la regione.

Le risorse saranno utilizzate dalla Provincia per acquistare nelle prossime settimane i mezzi destinati a una nuova unità speciale che si occuperà dei controlli sui fiumi: un drone, due autoveicoli fuoristrada 4x4 e due mountain bike a pedalata assistita con relativo equipaggiamento da utilizzare per le perlustrazioni sugli argini, consentendo di raggiungere anche le aree più marginali. 

Come si legge nella relazione del progetto, con i nuovi veicoli e le mountain bike «sarà più efficace la sorveglianza ambientale e la tutela del territorio che fanno già parte del lavoro quotidiano della Polizia provinciale». I droni, invece, saranno destinati esclusivamente alla vigilanza della fauna selvatica sugli argini «consentono un più esteso controllo dall'alto sulla presenza di animali pericolosi per gli argini e dei danni eventuali, rendendo così più efficaci i piani di controllo coordinati dalla Provincia».

Come sottolinea Patrizia Gambarini, comandante della Polizia provinciale, il progetto intende rafforzare l'attività di presidio dei fiumi, in accordo con Aipo con la quale è avviata da tempo una collaborazione per la verifica delle situazioni di dissesto idrogeologico, la presenza di materiale in alveo e il monitoraggio della fauna nell'ambito del "progetto fossori" per contrastare i danni agli argini provocati dalle tane degli animali.

Gli agenti della Polizia provinciale di Modena sono attualmente 15 e vengono coadiuvati da circa 50 guardie volontarie con compiti di vigilanza: quelle degli Atc e delle Aziende faunistiche venatorie, volontari delle associazioni tra cui le Gev e le Gel che svolgono un ruolo fondamentale nel presidio del territorio. Al fine di potenziare queste attività, entro la fine dell'anno la Provincia assumerà tre agenti sulla base di una selezione pubblica che si chiusa nei giorni scorsi.. 

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