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Strage al Sant'Anna, il Gruppo Carcere-Città: "La giustizia si mostri credibile"

I volontari che operano nell’istituto modenese, ad un anno dalla tragedia, ricordano i nomi dei ragazzi morti e chiedono una "più sollecita ricerca della verità"

"Hafedh Chouchane, Slim Agrebi, Alis Bakili, Ben Mesmia Lofti, Ahamadi Erial, Artur Iuzu, Abdellah Rouan, Hadidi Ghazi, Salvatore Cuono Piscitelli". Questi i nomi delle 9 persone decedute a seguito della drammatica rivolta del carcere di Modena dell'8 marzo 2020. Questi i nomi che in prossimità dell'anniversario della strage il gruppo modenese Carcere-città ha voluto ricordare: "In quella giornata la ragione si è smarrita e la violenza non ha trovato argine. Il tributo di vittime è stato terribile. Nella storia della nostra Repubblica, lunga ormai 75 anni, non c’è niente di paragonabile a quel fatto".

Il gruppo modenese è formato dai volontari di diverse associazioni che da ormai molti anni portano il proprio contributo ai detenuti del Sant'Anna (ma anche a Castelfranco), in particolare in termini di attività sportive, culturali e di avviamento al lavoro. In questa triste ricorrenza Emanuela Carta (CSI Modena Volontariato), Giulio Marini (Porta aperta al carcere), Francesco Pagano (Giorni Nuovi Società Cooperativa Sociale) e Andrea Abate (UISP) hanno commentato: "Da allora, dopo che la rivolta è stata domata, è passato un anno intero e le ferite sono ancora aperte. I locali semidistrutti sono ormai in gran parte recuperati, non così gli animi e il funzionamento delle istituzioni, ancora turbati, anche a causa della malattia che continua a tormentare la nostra società e impone limiti gravosi. Ritrovare la strada della ragione e della responsabilità personale e istituzionale è molto faticoso, perché allora qualcosa è sfuggito e ha messo a nudo il peggio di noi e delle nostre istituzioni. Però lo dobbiamo ai ragazzi che sono morti in questo buio e che non abbiamo saputo proteggere".

"Perché possiamo riuscirci è necessaria una più sollecita ricerca della verità, anche giudiziaria, su quelle giornate. Solo se la giustizia si mostrerà credibile sarà possibile recuperare un rapporto costruttivo con la città e le istituzioni. Per questo chiediamo di pervenire al più presto alla conclusione delle indagini. Noi siamo ancora qui, in attesa, consapevoli che in questa vicenda siamo coinvolti tutti, dalla politica alla magistratura, dal territorio alla sanità, dagli operatori agli agenti, alla scuola, fino a noi volontari".

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