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Hospice Modena Onlus, verso la realizzazione di un servizio residenziale di accompagnamento

Si è costituito il Comitato Hospice Modena Onlus con sede in Via Vignolese n.628 a Modena.Il Comitato Hospice Modena Onlus ha lo scopo di promuovere e raccogliere fondi per la realizzazione nella città di Modena di un Hospice, ispirandosi a valori di solidarietà, uguaglianza e libertà dal dolore “globale”, sensibilizzando e coinvolgendo i cittadini

Si è costituito il Comitato Hospice Modena Onlus con sede in Via Vignolese n.628 a Modena. Il Comitato Hospice Modena Onlus ha lo scopo di promuovere e raccogliere fondi per la realizzazione nella città di Modena di un Hospice, ispirandosi a valori di solidarietà, uguaglianza e libertà dal dolore “globale”, sensibilizzando e coinvolgendo i cittadini. Promotori dell’iniziativa sono Barbolini Giuliano, Bulgarelli Giuliana, Campana Giancarlo, Dini Daniele, Ferrari Paola, Luppi Gabriele, Mucciarini Anna Maria, Nasi Marinella, Ricci Gianni, Sala Francesco, Urbelli Giuliana. Negli ultimi anni si è assistito ad interventi significativi sul territorio italiano e in regione Emilia Romagna per la realizzazione, promozione e sostegno di Hospice di tipo privato, pubblico, in sussidiarietà con le istituzioni, o in convenzione con le unità sanitarie dei territori.

L'Hospice territoriale è una struttura residenziale caratterizzata da un modello assistenziale a bassa tecnologia ed ad alta umanità, per garantire valore e dignità alla vita delle persone anche nelle fasi più difficili della malattia e di prognosi infausta. Migliaia di persone in Italia sono colpite da malattie oncologiche, gravi patologie degenerative, cardiologiche, ecc che causano grande sofferenza e poi morte e nelle nazioni sviluppate come la nostra la prevalenza di queste malattie cresce con l’aumento dell’invecchiamento della popolazione. Gran parte della sfida futura della buona sanità passa dalla capacità di occuparsi della qualità di vita di una popolazione che invecchia sempre più e con patologie croniche degenerative.

La legge 38 del 2010 recentemente approvata, che sancisce il diritto alle Cure Palliative e alla terapia del dolore, conferma l’importanza di un grande impegno e della indispensabilità per i pazienti e per l’intera società di affrontare il tema del fine vita. Gli indirizzi regionali vanno esattamente nella direzione di un potenziamento di posti di Hospice territoriali. La programmazione sanitaria della provincia di Modena, dettagliata nel Piano Attuativo Locale, prevede la necessità primaria di realizzare Hospice territoriali per fornire un luogo di accoglienza rispettoso e appropriato ai malati in fase avanzata di malattia, predisponendo interventi diagnostici, terapeutici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata che alla famiglia, avviate quando le terapie per la malattia di base non danno più risposte favorevoli per la guarigione del paziente, mirando al controllo dei sintomi e del dolore mediante cure proporzionate e personalizzate, nel rispetto della dignità e della volontà del paziente. Cure palliative che non sono peraltro prerogativa della fase terminale della malattia, ma che possono essere affiancate alle terapie attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllando i sintomi e ponendosi a difesa e recupero della migliore qualità di vita possibile. Sono una risposta umana e rivoluzionaria della medicina, che riconosce l’importanza non solo degli aspetti tecnici e tecnologici, per la cura della persona.

"Quello che vorremmo si realizzasse – spiega Marinella Nasi, una delle promotrici del Comitato Hospice Modena onlus – è un luogo confortevole, accogliente, bello dove il malato possa sentirsi a casa, in un ambiente protetto, libero di ricevere le visite dei propri cari a qualsiasi ora, dei propri animali e circondarsi delle cose che desidera, che ama, aiutato a superare la paura del dolore, della solitudine della malattia e dell’abbandono. In questa cornice si inserisce l’iniziativa del Comitato per la costruzione dell’Hospice di Modena, che riconosce che per il malato non esistono solo dolore e sofferenza fisica, ma anche bisogni psicologici primari di fraternità, affetto, accoglienza. Possono essere promotori del Comitato tutte le persone e gli enti che condividono gli scopi dell’organizzazione e si impegnano a prestare la loro opera per integrare parzialmente gli investimenti pubblici o per reperire totalmente, in caso di necessità, i fondi per la realizzazione del progetto".

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