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Martedì, 9 Agosto 2022
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Crisi idrica, approvati i fondi urgenti. Otto interventi nel modenese

Con i primi 10,9 milioni destinati dal Governo all’Emilia-Romagna, sono 80 gli interventi, alcuni già in corso di esecuzione

Dalle spese (1,8 milioni di euro) per le autobotti ai lavori (250mila euro), nel bolognese, sulla Canaletta del Canale Emiliano-Romagnolo per ridurre la pressione dei prelievi sul fiume Po. Dall’ottimizzazione delle sorgenti a Bobbio (300mila euro), nel piacentino, ai lavori (280mila euro) per mantenere e approfondire il canale di adduzione agli impianti idrovori sul Po di Boretto (Re). E ancora, i tre importanti cantieri in arrivo sulla centrale di Serravalle, a Riva del Po, nel ferrarese, per un totale di quasi 2 milioni e 400 mila euro.

Sono 80 gli interventi, tra opere urgenti sull’idropotabile e misure di assistenza alla popolazione, e progetti (alcuni già in atto, altri in partenza) per impianti di pompaggio, installazione di elettropompe, dragaggi e molto altro ancora, realizzabili con i primi 10,9 milioni di euro assegnati dal Governo all’Emilia-Romagna, in seguito al riconoscimento dello Stato di emergenza nazionale per la siccità.

Via libera, dunque, al decreto – a firma del presidente della Regione, in qualità di commissario per lo Stato d’emergenza nazionale – che approva il Piano degli interventi urgenti per contrastare la siccità in Emilia-Romagna. Le risorse nazionali consentiranno, come hanno chiarito il presidente e l’assessore regionale all’Ambiente, di realizzare una serie di priorità per far fronte agli effetti di questa calamità, che sta interessando l’intero territorio.

Lo Stato d’emergenza nazionale: le tappe, la stima dei fabbisogni

Il 29 giugno scorso, il presidente della Regione, dopo la dichiarazione dello Stato d’emergenza regionale, ha trasmesso al Governo e al Dipartimento nazionale della Protezione civile la richiesta dello Stato di emergenza nazionale, chiedendo in particolare risorse per interventi, anche a carattere non strutturale e di coordinamento sovra-regionale, con particolare riguardo alla criticità di deficit idrico del fiume Po.

Sono stati chiesti naturalmente aiuti anche per interventi strutturali, compatibili con le competenze del sistema nazionale della protezione civile per una fase di brevissimo e medio termine. La prima stima dei fabbisogni è stata di oltre 36 milioni di euro.

Sul totale della cifra, 11 milioni riguardano l’idropotabile, con le opere più urgenti e le misure di assistenza alla popolazione; altri 2 milioni e 700mila euro circa servono per l’irriguo e, per oltre 1 milione, fanno riferimento a progettualità già in atto o in partenza: impianti di pompaggio, installazione di elettropompe e dragaggi della sezione di presa degli impianti, per fare qualche esempio. Di questi 13,7 milioni, il Governo ne ha riconosciuti e assegnati 10,9.

Gli interventi in provincia di Modena

Nel modenese sono previsti 8 interventi per 865mila euro. Per assicurare l’acqua a fini idropotabili in vari comuni dell’Appennino vengono stanziati 50mila euro: serviranno a finanziare i viaggi delle autobotti, nel caso in cui ve ne fosse la necessità.

Tra gli interventi anti-siccità, invece, si conta la nuova captazione e il suo collegamento con l’acquedotto esistente del Cimoncino a Fanano (100mila euro); a Bomporto il Consorzio della Bonifica di Burana adeguerà gli apparati di regolazione per assicurare il risparmio idrico sul Canale Naviglio (60mila euro) e installerà elettropompe sommerse presso la Chiavica Secchia, al confine con San Prospero (15mila). Motopompe in arrivo anche in altre località dei comuni di Medolla, San Prospero, Finale Emilia, Nonantola, Ravarino, San Cesario s/P e Crevalcore (40.000 euro). Un nuovo pozzo sarà realizzato da Hera a Modena (200mila euro); a Vignola verrà potenziata la fornitura della risorsa idropotabile con la posa di nuova condotta (altri 200mila euro).

In diverse località dei territori di Marano sul Panaro, Savignano, Guiglia e Pavullo, l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile effettuerà opere di modellazione morfologica per ottimizzare i deflussi idrici del fiume Panaro verso le zone di alimentazione delle captazioni poste in subalveo (200mila euro).

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