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Infortunio mortale alla Madonnina, rabbia e sdegno dei sindacati edili

Le sigle locali di settore di Cgil, Cisl e Uil chiedono interventi da parte delle autorità preposte, per arginare la scia di sangue

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I sindacati edili del territorio intervengono sul drammatico fatto di questa mattina, quando un operaio di 45 anni ha perso la vita a seguito di una caduta da un tetto sul quale stava lavorando, nel quartiere madonnina di Modena.

"La Procura della Repubblica e tutte le autorità di polizia giudiziaria con le loro indagini e gli approfondimenti diranno con precisione cosa è successo, ma un punto, un punto molto chiaro, abbiamo il dovere di precisarlo subito: siamo nel 2024 e la prima causa di morte in edilizia e tra chi opera in contesti edili è ancora la caduta nel vuoto. Non si può morire così, non si può accettare che l’enorme disponibilità di misure e sistemi di sicurezza non siano utilizzate per fare in modo che un lavoratore possa tornare a casa. Per questo oggi, ancora una volta, non possiamo trattenere il nostro sdegno e la nostra condanna. Gli infortuni sul lavoro non sono mai una tragica fatalità, non c’è niente di casuale quando muore un lavoratore".

E' quanto evidenziano in una nota congiunta Rodolfo Ferraro, segretario Fillea Cgil Modena, Cinzia Zaniboni, segretaria Filca Cisl Emilia Centrale e Silvio D’Acunto, responsabile Feneal Uil  BoMoFe 

Lo scorso anno sono stati 15 gli infortuni mortali in provincia di Modena, di cui la metà nel settore costruzioni. E in questo avvio d’anno siamo giunti già a quattro morti e a 3.770 infortuni in tutta la provincia. Una fotografia tragica che, del resto, è perfettamente in linea con la scia di sangue che porta in questo Paese a quasi tre morti sul lavoro ogni maledetto giorno. 

"Però, la rabbia e l’indignazione da sole non bastano - proseguono le sigle sindacali -  Quello che i sindacati delle costruzioni chiedono è che si parta dell’applicazione completa e corretta dei contratti nazionali di lavoro e delle normative sulla sicurezza che prevedono più formazione e qualificazione del settore costruzioni, utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale e maggiori controlli. Così come crediamo che sia assolutamente necessario allargare le tutele previste nei cantieri pubblici anche ai grandi appalti privati. Infine, non è possibile continuare a rinviare la necessità di fornire il massimo supporto di personale e strumenti a chi si occupa di controlli: l’Ispettorato Territoriale del Lavoro e il Servizio Prevenzione e Sicurezza ambienti di Lavoro di Ausl Modena, servizio, quest’ultimo, rallentato anche dai tagli alla Sanità. Chiediamo, quindi, ai vertici delle Istituzioni: è davvero questo il futuro riservato a chi lavora in questo Paese?".

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