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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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Gioco d'azzardo e nuove tecnologie, ogni modenese "scommette" online 768 euro

Un dato che fa riflettere, anche perchè riguarda sempre di più fasce più giovani della popolazione. Si continua a perdere, ma in maniera minore rispetto al gioco "fisico". Lo spiega un'indagine di Federconsumatori

Durante l’anno 2020, in provincia di Modena, sono stati giocati online 388.682.706,13 euro, corrispondenti a 768,21 euro per ogni residente in età compresa fra i 18 e i 74 anni e a 1.270,87 euro per nucleo familiare. é la cifra complessiva riportata nel recente "Rapporto sul gioco d'azzardolegale in provincia di Modena", un interessante studio svolto da Federconsumatori insime ad Arci e Acli, che punta a fornire alcuni dati sul fenomeno, che sta vivendo una rapida trasformazione guidata dalle possibilità aperte dalle nuove tecnologie e accelerata dalla pandemia.

Ogni 100 euro giocati online tornano ai giocatori più o meno 94,5 euro. Ogni 100 euro giocati in tutti i giochi fisici mediamente tornano ai giocatori all’incirca 76 euro. È un dato del quale si parla poco per ovvi motivi: il gioco online è, per il giocatore, assai più “conveniente” di quello fisico. Lo è anche per il gestore poiché non ci sono i costi propri delle attività in sede fissa: gli affitti, i salari, i materiali. Difficile in questo campo spiegare, anche con procedimenti matematici, che si perde sempre. Si perde eccome, ma manca la chiara evidenza dei giochi fisici.

Diversi sono anche i giochi, con il poker e le scommesse sportive a farla da padroni, diversa l’età media, più bassa che nel gioco fisico, diverso il sesso dei giocatori, con gli uomini marcatamente in testa alle classifiche. In questi anni sono stati importanti gli investimenti pubblicitari che ruotano attorno all’azzardo online; un mondo che viene presentato di facile accessibilità, interattivo, con una offerta illimitata di giochi. Rilevanti sono state inoltre le “promozioni”, le piccole somme che il gestore regala come incentivo a chi gioca per la prima volta. Al successo dell’online si aggiunge poi il sostanziale anonimato di cui gode il giocatore, lontano dal pur minimo “controllo sociale” del gioco fisico. In questo senso uno dei temi più importanti è rappresentato dalla maggiore facilità all’attività online per i minori, grazie alle identità “prestate”.

La cifra complessiva ritornata nelle tasche dei giocatori modenesi corrisponde a 366.766.796,18 euro, pari al 94,4% dell’ammontare complessivamente giocato. La spesa, cioè quanto perso, si è quindi attestata a 21.915.909,95 euro, corrispondente a 43,32 euro pro capite (classe di età 18-74 anni) ma considerando la limitata platea, probabilmente ogni giocatore online modenese ha mediamente perso attorno agli 800-1000 euro/anno. Si tratta di una stima, ovviamente, e di una media. Non si può dire che i modenesi siano, nel raffronto con il panorama regionale e nazionale, dei forti giocatori.

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Molte differenze fra i territori

L’analisi dei dati intra-provinciali, condotta sull’indicatore focalizzato sulla classe 18-74 anni (che raccoglie la quasi totalità dei giocatori online), evidenzia un articolato quadro comunale. All’interno della provincia di Modena desta stupore il range tra i primi e gli ultimi comuni in classifica. Ad aprirla sono i comuni di Serramazzoni e Pievepelago, rispettivamente con 1.271,86 e 1.198,71 euro pro capite. Chiudono la classifica Fiumalbo e Frassinoro, anch’essi nell’area Appenninica, con 119,35 e 20,70 euro pro capite per residente in età 18- 4 anni.

Una differenza molto forte tra il primo e l’ultimo comune, all’apparenza inspiegabile. Una lettura potrebbe essere rappresentata dalla presenza anche limitatissima di giocatori professionisti che, in comuni di piccole dimensioni, possa alterare pesantemente la misura di quanto giocato pro capite. 

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I dati più significativi, sempre in rapporto alla popolazione maggiorenne under 75, sono però quelli di Sassuolo (1.103,04 euro), Carpi (969,20 euro), Formigine (949,75 euro), Castelfranco Emilia (940,42 euro) e Savignano s.P. (850,27 euro). Più lontana la città di Modena (804,33 euro), poco al di sopra della media provinciale. Si tratta di un quadro in linea con quanto emerso per l’analogo indicatore calcolato per il gioco fisico nell’annualità 2019, con Sassuolo che guida la classifica modenese e Carpi che si attesta al primo posto, a livello regionale, per i comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti.

Sassuolo e Carpi sono le capitali modenesi del gioco d’azzardo, seguite a poca distanza da Formigine. In questi tre comuni il gioco fisico nel 2019 (ultimo dato disponibile come indicato in premessa) era di 2.671 euro per abitante maggiorenne (Sassuolo), 2.606 euro (Carpi), 2.565 euro (Formigine).

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Sempre più giovanissimi scommettono con lo smartphone

Recentemente, Federconsumatori ha presentato un’indagine che ha coinvolto alcuni istituti scolastici della provincia e oltre 1.100 ragazze e ragazzi trai 14 ed i 20 anni nell’ambito di un progetto del Comune di Modena. L’indagine ha consegnato un quadro preoccupante, registrando sia una diffusa sottovalutazione del problema azzardo e dei suoi numeri, sia la netta sopravvalutazione delle possibilità di vincita. Ad esempio, i ragazzi e le ragazze, una parte dei quali gioca senza essere maggiorenne, non ritengono Gratta&Vinci e Bingo veri e propri giochi d'azzardo. Quando è stato chiesto di costruire l'identikit del giocatore patologico ne è uscito il ritratto di un uomo, un perdente, un disoccupato che gioca per cercare reddito o svago. Abbiamo tuttavia riscontrato che in ogni classe il 12% dei ragazzi in futuro pensa di giocare con regolarità. Tre ragazzi per classe; uno tra di loro si candida ad essere un giocatore compulsivo, ad avere un approccio patologico al gioco, diventando, uomo o donna, simile all'identikit tracciato. Tra i motivi per i quali ci occupiamo qui di gioco online e Gratta&Vinci portiamo il segmento dell’indagine che ha rigidamente definito le aree di gioco tra ragazzi e ragazze: gli uomini vertono su poker e scommesse sportive online, le donne su Gratta&Vinci e Bingo.

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