menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Investimenti-truffa sui diamanti, in Emilia risarcimenti per 34 milioni

Federconsumatori ha assistito nello specifico 1.370 modenesi. Con il fallimento di Intermarket Diamond Business (IDB) si apre la fase di insinuazione al passivo

Banche e investimenti in diamanti. Una vicenda complessa, iniziata nel 2017 e non ancora conclusa del tutto, che ha riguardato molte migliaia di cittadini della nostra Regione. Di questi 2.521 si sono rivolti a Federconsumatori per ottenere risarcimenti, in particolare a Modena (1370) e Reggio (951). "Per quel che attiene a Unicredit, MPS e altre banche il percorso degli assistiti da Federconsumatori è stato relativamente breve, con l'ottenimento del risarcimento integrale dell'investimento. Invece, per quel che riguarda BPM (già BSGSP), il percorso è stato lungo e complesso. Sono stati 2.150 i clienti di BPM seguiti dalla nostra associazione in Emilia Romagna nel corso degli anni", spiega l'associazione dei consumatori.

La vicenda originava dalla vendita effettuata da un soggetto specializzato, Intermarket Diamond Business (IDB), di diamanti da investimento, presentati dalle Banche stesse come una occasione imperdibile per ottenere ottimi rendimenti. In realtà il vero valore delle pietre era assai distante da quello richiesto, per il sommarsi di provvigioni e per la supervalutazione delle stesse. Ad acquistare i diamanti sono state decine di migliaia di persone, a livello nazionale, a volte anche gli stessi dipendenti delle Banche. A dispetto dell'aura che gode un investimento in diamanti, la grandissima parte delle persone coinvolte erano piccoli risparmiatori, per il quale non si trattava di cifre esigue. Una vicenda oggetto di una indagine che ha visto la richiesta di rinvio a giudizio, da parte della Procura di Milano, di 87 dirigenti e 5 Banche.

Ma cosa è successo dei 2.150 clienti BPM assistiti da Federconsumatori in Emilia Romagna?

"Il 95% di loro ha raggiunto o sta raggiungendo, nostro tramite, un accordo transattivo con BPM. Un accordo che non sana completamente la ferita di questa brutta vicenda, ma che ha consentito una conclusione che si pone (sommando il risarcimento ottenuto ed il valore attuale delle pietre, rimaste in possesso del cliente), per la gran parte delle posizioni tra il 75 e l'85% dell'investimento iniziale. A ciò si aggiunga l'inizio della riconsegna ai proprietari, da parte del curatore e a spese di BPM, delle pietre conservate nel caveau milanese della fallita IDB. Il totale dei risarcimenti, riconosciuti da BPM ai nostri associati in Regione, ha così raggiunto i 34 milioni di euro", chiarisce l'associazione.

Ora Federconsumatori è impegnata rispetto alle posizioni di quel 5% di associati ancora non oggetto di accordi. Tra questi persone le cui pietre non sono ancora state rintracciate dal Curatore fallimentare nel caveau della fallita IDB. "Ma ci sono anche persone per le quali BPM ritiene che il tempo trascorso dall'investimento sia tale da considerare prescritte le posizioni - sostiene Federconsumatori - Lanciamo qui un appello a BPM affinché si trovi una soluzione per tutti, non costringendo i propri clienti a dovere avviare lunghe e costose cause in una fase nella quale, per la pandemia in corso, il sistema giudiziario è in grave difficoltà, e vanno esplorate tutte le possibilità per evitare di appesantire ulteriormente il lavoro dei Tribunali".

Da qualche settimana è partita una nuova fase, quella della insinuazione tardiva al passivo nel fallimento IDB. Il Curatore fallimentare ha individuato una cospicua quantità di beni da liquidare, di proprietà della Società fallita, tra cui diamanti e un immobile. Conseguentemente il Giudice Delegato, di concerto con il Curatore fallimentare, ha stabilito che le persone danneggiate dai comportamenti di IDB possano, con l'insinuazione al passivo, ottenere un risarcimento fino al 15% dell'investimento effettuato. Solo una volta liquidati i beni di IDB sarà possibile determinare la precisa entità di quanto sarà effettivamente risarcito ai clienti BPM. Ma anche se probabilmente questa percentuale sarà inferiore, resta il forte interesse della gran parte delle persone coinvolte a procedere nell'insinuazione al passivo, così riducendo i danni subiti con l'acquisto dei diamanti. Danni causati, va ricordato, dall'essersi affidati ad una Banca con la quale avevano un rapporto consolidato, di fiducia assoluta. Per l'insinuazione tardiva al passivo c'è tempo fino al 13 dicembre 2021; abbiamo iniziato a ricontattare i nostri assistiti, e sono ormai 200 quelli che hanno espresso la propria volontà di procedere. Tra di loro anche diversi clienti BPM che hanno gestito in proprio il percorso di risarcimento, cosa ora non possibile, vista la complessità della pratica.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Ferrari, a maggio apre il ristorante Cavallino di Maranello

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ModenaToday è in caricamento