Lesione dell'aorta: un intervento salvavita con una protesi innovativa all’Ospedale di Baggiovara

La paziente di 78 anni ora sta bene ed è stata dimessa. In visita ache una delegazione giapponese, paese produttrice della endoprotesi utilizzata

Da sinistra Prof. Naoki Toya , Prof.Roberto Silingardi , Inf. Gemma Caggiano, Dott.ssa Lucilla Bavutti,, Dr . Stefano Gennai Ing. Taichi Shinkoda., Dott . Nicola Leone, Dott.ssa Tea Covic

Intervento salvavita svolto nei giorni scorsi dalla Chirurgia Vascolare dell’AOU di Modena, con sede all’Ospedale Civile di Baggiovara, diretta dal dottor Roberto Silingardi. L’intervento è stato effettuato su una donna di 78  anni alla quale era stata diagnosticata una grave lesione dell’aorta con evoluzione dilatativa a livello dell’arco aortico. L’intervento è durato oltre tre ore e si è svolto al Blocco Operatorio dell’Ospedale Civile. Si tratta del primo caso a Modena, il 4° in Europa. Questa tecnologia, infatti, prevede la realizzazione dell’endoprotesi Najuta, sviluppata e prodotta in Giappone, su misura del paziente, grazie alle immagini angiografiche del vaso che deve essere “riparato”. Il centro modenese, infatti, è stato scelto per la formazione in Europa sulla nuova metodica.

"Siamo stati scelti come centro di riferimento della nuova metodica grazie all’ampia esperienza endovascolare. A regime, contiamo effettuare 15-20 casi l'anno con questa metodica che può essere applicata nel 20 % dei casi  e che quindi affianca quelle già effettuate nella nostra struttura – Spiega il dottor Roberto Silingardi – Le lesioni aortiche, tecnicamente definite ulcere aortiche, sono causate dall’aterosclerosi la peculiarità di questa patologia è la possibile rapida evoluzione verso la rottura dell’arteria. Tale evento è fatale per la maggior delle persone e quindi si consiglia l’operazione in via preventiva. Il trattamento chirurgico tradizionale è molto invasivo poiché occorre operare un arteria vitale a pochi centimetri dal cuore. Inoltre, l’intervento chirurgico tradizionale è gravato da un alto tasso di complicanze, in particolare poiché spesso si tratta di pazienti affetti da altre malattia o  molto anziani".

Per questi motivi è stata sviluppata la tecnica endovascolare, ovvero minimamente invasiva. "Nel caso specifico, la paziente era anziana e affetta da altre patologie e ciò poneva la signora ad un altissimo rischio in caso di intervento chirurgico tradizionale - specifica il chirurgo modenese, dottor Stefano Gennai – per questo motivo abbiamo proposto un intervento endovascolare miniinvasivo".   

La Chirurgia Vascolare dell’Ospedale Civile di Baggiovara rappresenta il centro di riferimento per la provincia di Modena e non solo per il trattamento delle patologie aortiche complesse. “Il caso appena citato è stato trattato con una nuova endoprotesi dotata di “finestre”   per non escludere  i vasi che portano  sangue al cervello e agli arti superiori  – continua Silingardi– infatti il problema di operare l’arco aortico è che a questo livello nascono alcuni dei vasi fondamentali per la vita quali, carotidi e arterie succlavie”.
La nuova endoprotesi

Il trattamento di cui sopra è stato possibile grazie ad una nuova endoprotesi, chiamata “Najuta”, che viene costruita in Giappone dalla Kawasumi Laboratories, Inc. La protesi è “sartoriale” in quanto viene costruita specificatamente per il singolo paziente sulla base delle immagini radiologiche ANGIOTAC inviate  in Giappone. Viene costruito un modello tridimensionale dell’arco aortico del paziente all’interno del quale gli ingegneri testano fisicamente l’impianto della protesi, simulando quello che avverrà “dal vivo” in sala operatoria. Questa endoprotesi è stata impiantata  in Giappone in 1.600 casi con successo e in Europa esclusivamente in Italia in 6 casi. I pazienti complessi come quello di cui sopra, vengono presi in carico dall’Aortic Team (promosso e coordinato dai Chirurghi Vascolari stessi). “Il team dell’aorta altro non è che una squadra di Medici appartenenti a varie specialità che si sono ultra-specializzati nel trattamento delle malattie aortiche” – precisa il professore Silingardi.

I professionisti facenti parte del team, che tra gli altri, hanno preso parte attivamente nella preparazione ed all’intervento sopra citato sono: la dott.ssa Tea Covic e il dott. Nicola Leone (Medici in formazione specialistica in Chirurgia Vascolare), la dott.ssa Lucilla Bavutti (Anestesia e rianimazione – direttore Dr.ssa Bertellini – ndr). Va ricordato inoltre la fondamentale collaborazione fornita dal personale tecnico ed infermieristico del blocco operatorio dell’Ospedale Civile.

“La particolarità dell’operazione consiste nel dover far combaciare le finestre di cui è dotata la protesi con i vasi che portano sangue al cervello e agli arti superiori  – specificano i dottori Covic e Leone – la lunga e minuziosa progettazione dell’intervento, la presenza di anestesisti e cardiologi dedicati alle patologie aortiche contribuisce a curare al meglio ogni singolo dettaglio”. “Oggi dobbiamo curare pazienti sempre più complessi che necessitano delle tecnologie più avanzate – concordano Silingardi e Gennai – proprio queste tecnologie richiedono una continua formazione e di confronto reciproco delle esperienze tra colleghi”.

I colleghi giapponesi sono venuti a Modena il giorno dell’impianto per fornire un supporto tecnico all’impianto. Infatti erano presenti, come osservatori, il professor Naoki Toya (della Jikei University, Kashiwa, Giappone) e l’ingegnere Taichi Shinkoda (della Kawasumi Laboratories, Tokyo, Giappone). “Il nostro reparto è attualmente in grado di fornire ogni tipo d’intervento chirurgico, la sala operatoria ibrida che sta terminando gli ultimi collaudi, sarà a giorni  disponibile a Baggiovara in modo da migliorare ancora di più la qualità delle cure offerte ai pazienti modenesi e non – concludono Silingardi e Gennai – teniamo a ringraziare sentitamente la popolazione, le associazioni, le imprese, la nostra Azienda Ospedaliera, l’amministrazione pubblica e tutti coloro che hanno  reso possibile la realizzazione  della sala ibrida”.

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