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Bottura immagina cene su più turni: "Dobbiamo rispettare regole, non fare i rivoluzionari"

L'intervista dello chef modenesea "Un giorno da Pecora" su Raio Radio1

“Quando riaprirò? Dobbiamo stare alle regole e non fare i rivoluzionari, perché se dovesse ricomparire un focolaio nel nostro Paese ci sarebbe il panico generale. Bisogna rispettare le regole: lavarsi moltissimo le mani col gel, indossare la mascherina, applicare il distanziamento, e magari fare ingressi in tempi diversi. La Francescana non ha problemi perché i tavoli sono distanti, sono i ristoranti piccoli e medi che hanno bisogno di numeri per sopravvivere che potrebbero avere difficoltà”.

Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, Massimo Bottura, titolare della pluripremiata 'Osteria Francescana' e chef tra i più quotati al mondo. Per questi lei cose suggerirebbe di fare? “Diversi servizi, facendo i turni, iniziando a far mangiare alle 19, come si fa a livello internazionale: ad esempio si potrebbe fare 19, 21 e 22 ultimo turno”. Alcuni suoi colleghi hanno proposto di ridurre i piatti, facendo un menù unico. “Ci sono già ristoranti che lo fanno ma io non ci credo molto”.

Secondo lei la gente avrà voglia di tornare al ristorante o sarà impaurita? “All'inizio ci sarà un po' di timore, lo scoglio più grosso sarò vincerlo, ma la gente ha voglia di uscire e confrontarsi“. Quale sarà il piatto con cui vorrà tornare alla normalità? “Ne abbiamo pensato uno ispirato alla canzone dei Beatles, 'With a little help from friends', un piatto superverde con tutte le salse che diventeranno dei fiori sulla base del piatto, con solo un tipo di carne, che potrebbe esser anche trasformata in vegeteriana, ed un curry verde in stile thai”, ha detto a Un Giorno da Pecora Bottura.

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