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Fondi del Pnrr alla sanità, Modena punta su Case della Salute e tre nuovi Osco

Previsti 47 milioni per gli investimenti, la maggior parte dei quali andrà per le nuove strutture di assistenza territoriale. Previsti anche ammodernamenti tecnologici negli ospedali

Dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) arriveranno alla sanità modenese risorse pari a circa 47 milioni di euro che saranno investiti  per il potenziamento della rete territoriale e le nuove tecnologie. I progetti sono stati illustrati da Antonio Brambilla, direttore dell'Ausl di Modena, alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria,  presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, che si è svolta martedì 28 settembre alla presenza di sindaci, autorità sanitarie, dell'Università e della Regione.

Come è stato evidenziato durante la Conferenza, si tratta del più importante investimento sulla rete sanitaria provinciale della storia della sanità modenese destinato a "rivoluzionare e migliorare la qualità dell'assistenza garantita ai cittadini"; il programma raccoglie le proposte scaturite nei mesi scorsi dalla Conferenza e viene discusso in queste settimane nei vari distretti sanitari modenesi.

Salgono a 27 le Case della Salute

Grazie alle risorse del Pnrr, a regime, saranno 27 le Case della salute (Case di comunità nel Pnrr) attive nel modenese, in linea con gli standard previsti dal Governo. Per queste strutture, che ospitano diversi servizi sanitari, sono previsti investimenti pari a oltre 21 milioni di euro, per realizzare 14 interventi, tra nuove realizzazioni, ristrutturazioni e ampliamenti. Tra le nuove Case della Salute in programma spiccano quelle di Carpi,  S.Felice sul Panaro, Vignola, Pavullo e Pievepelago e quelle a Modena in via Panni e all'ex Ospedale Estense che si aggiungono agli interventi individuati con altre fonti di finanziamento. 

Per quanto riguarda gli Ospedali di comunità (Osco), ai tre già aperti a Fanano, Castelfranco Emilia e Soliera si aggiungeranno tre strutture a Modena, Vignola e Sassuolo per un investimento di quasi 12 milioni di euro. 

Upgrade tecnologico

Nel piano modenese per l'impiego delle risorse del Pnrr una parte fondamentale, come ha spiegato Antonio Brambilla, viene assegnata anche agli investimenti per l'ammodernamento tecnologico. Sono previste risorse per quasi 12 milioni per euro per l'acquisto di 14 diagnostiche radiologiche in tutti i distretti; tre ecografi di senologia a Modena  e Carpi, due mammografi a Mirandola e Finale Emilia. All'ospedale di Baggiovara, inoltre, saranno acquistati un angiografo, sette diagnostiche radiologiche, un mammografo e un ecografo di senologia; al Policlinico arriveranno due Tac, un angiografo, un acceleratore lineare, sei diagnostiche radiologiche e tre ecografi di senologia.  Nel piano provinciale, sempre con risorse del Pnrr, sono previsti anche sette nuove Centrali operative territoriali (Cot) che avranno una funzione di coordinamento tra i diversi servizi.

Le considerazioni della Commissione

Il piano è stato condiviso dai sindaci che hanno sottolineato la scelta strategica di potenziare la rete territoriale delle Case della salute (nel Pnrr denominate Case di comunità) e Ospedali di comunità (Osco) anche sulla base dell'esperienza maturata durante la pandemia che, come è stato sottolineato, ha messo in evidenza la necessità di avvicinare la sanità ai cittadini, potenziando i servizi di prossimità e la domiciliarità; giudicato positivo anche il riequilibrio sulla distribuzione delle risorse sui territori.

Durante la discussione i sindaci e il rappresentante dei Comitati consultivi misti hanno condiviso la necessità di garantire risorse di personale per far funzionare i nuovi servizi, un tema sul quale è intervenuto anche il rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia Carlo Adolfo Porro che ha confermato lo sforzo già avviato sulla formazione di nuovi medici e infermieri e la necessità di individuare nuovi spazi e strutture. «Queste risorse - ha aggiunto Porro - avviano un circuito virtuoso che genera altre risorse; siamo impegnati a formare nuove generazioni di professionisti ma anche a rafforzare la formazione continua e la educazione alla prevenzione rivolta ai cittadini. Siamo pronti a sforzo straordinario».     

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