Italpizza sul maxi processo per gli scontri: "Siamo parte lesa"

L'azienda interviene sull'inchiesta che ha portato a 12 richieste di processo per altrettanti esponenti di SI Cobas: "Siamo stati attaccati dall'esterno, solo 20 sono addetti del sito"

"L'avvio del maxi processo conferma che eravamo parte lesa". Lo sostiene a Modena Italpizza, che decide di intervenire dopo la notizia di 120 persone complessivamente indagate per le tensioni e gli scontri ai cancelli dello stabilimento di strada Gherbella nel 2019. Mentre il sindacato di base Si Cobas ha segnalato che anche diversi propri dirigenti sono interessati dalle accuse della Procura, che ha terminato le indagini per 67 e 53 persone cui si contestano a vario titolo reati come resistenza, lesioni, invasione di edificio e violenza privata, oggi parla l'azienda. 

"L'apertura del 'maxiprocesso', per i fatti accaduti nel 2019 a danno di Italpizza, conferma la tesi sempre sostenuta dall'azienda di essere parte lesa, vittima di soggetti estranei al sito produttivo, i quali hanno cagionato ingenti danni alla società e al territorio". Puntualizza la direzione aziendale in una nota: "Sui media traspare che sia in atto un processo di repressione antisindacale 'contro 120 lavoratori in lotta di Italpizzà. È bene precisare che non si tratta di un processo sindacale o a dei lavoratori, ma contro reati comuni. A conferma che l'azienda era sotto attacco da parte di forze esterne, è bene evidenziare che dei 120 indagati, al momento risultano essere lavoratori del sito Italpizza una esigua minoranza, poco più di una ventina (su 1.000 addetti). Tra l'altro, di questi, nessuno è rappresentante sindacale (Rsa)". 

Continua Italpizza: "Va aggiunto che Italpizza e le società appaltatrici non hanno mai presentato alcuna denuncia o provvedimento disciplinare nei confronti dei lavoratori oggi indagati, tanto meno per la loro partecipazione agli 'scioperi', diritto inviolabile sancito dall'articolo 40 della Costituzione, ritenendo questi lavoratori, pur nelle individuali responsabilità, vittime anch'essi di uno strumentale disegno più grande di loro".

In ogni caso, Italpizza si dice "sempre aperta al dialogo con le controparti che si riconoscono nella legalità", e rivendica di aver operato "nel rispetto della legislazione vigente e di essere riuscita a resistere a questa paradossale situazione, grazie alla fiducia riposta verso le istituzioni". Ora l'azienda vuole guardare al futuro "con maggiore, speranza affinchè si possa il prima possibile arrivare a fare luce su quanto accaduto in quei momenti cosi' difficili".

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