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La famiglia Pavironica incontra il presidente della Provincia tra ilarità e spunti di riflessione

La famiglia Pavironica ha salutato, nella mattina di lunedì 20 febbraio, il presidente della Provincia Fabio Braglia nel corso di un incontro nella sede dell'ente con le maschere della tradizione carnevalesca modenese per parlare di Modena e non solo

La famiglia Pavironica ha salutato, nella mattina di lunedì 20 febbraio, il presidente della Provincia Fabio Braglia nel corso di un incontro nella sede dell'ente con le maschere della tradizione carnevalesca modenese per parlare di Modena e non solo.

Non sono mancati i momenti di ilarità, come ad esempio quando Sandrone, ha sottolineato al presidente Braglia che «quest’anno il Carnevale modenese è stato proprio fuori dal comune, quindi siamo venuti in Provincia».

Una visita nel corso della quale, il presidente della Società del Sandrone, Giancarlo Iattici, ha consegnato a Braglia il calendario 2023 della società carnevalesca e quello a strappo “tin bota” con frasi e massime in dialetto modenese.

«Il nostro impegno -ha affermato Iattici - è quello di portare avanti la tradizione centenaria di una maschera che è entrata nel cuore e nella cultura dei modenesi. Viviamo con passione questo impegno, consapevoli che tramandare la memoria sia un gesto di affetto nei confronti della nostra comunità».

Braglia, apprezzando il lavoro della Società del Sandrone, ha ribadito «l’alto valore culturale che svolge ogni anno per tutti i nostri concittadini. Sandrone, Pulonia e Sgorghiguelo sono una vera e propria eccellenza modenese, che continua a vivere grazie a voi».

Nella tradizione Sandrone sarebbe una maschera modenese creata, circa un secolo e mezzo fa, dal burattinaio carpigiano Luigi Rimini, mentre in una seconda ipotesi, la maschera di Sandrone sarebbe divenuta popolare nel corso delle feste carnevalesche della Corte Estense, dove era usanza  invitare ogni anno a Carnevale, un contadino per beffeggiarlo finché, un anno, un certo Alessandro Pavironi, dimostrandosi particolarmente arguto mise in imbarazzo i cortigiani, divenendo l’attuale maschera “Sandrone” conosciuta fino ad oggi.

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