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Lavoratori agricoli stagionali esclusi dal Decreto Sostegni. La mobilitazione davanti alla Prefettura

Le Organizzazioni Sindacali promuovono sabato 10 aprile, davanti alla Prefettura il presidio dei lavoratori agricoli stagionali esclusi dalle indennità del Decreto Sostegni

Le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori agricoli modenesi, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, promuovono sabato 10 aprile, dalle ore 10 alle 12, davanti alla Prefettura di Modena, in via Martiri della Libertà n. 34, il presidio dei lavoratori agricoli stagionali esclusi dalle indennità del Decreto Sostegni.

L’iniziativa si svolge nell’ambito della protesta nazionale che prevede presidi davanti alle Prefetture di tutta Italia come spiegato nel comunicato stampa regionale in allegato.

Come preannunciato al Prefetto di Modena, gli operai agricoli a tempo determinato (O.T.D.) occupati nelle aziende agricole private e cooperative della provincia modenese ammontano a un totale di 13.125 unità (dati Inps 2018).

Nel 2020 i lavoratori agricoli sono stati impegnati nelle attività essenziali per garantire la continuità delle produzioni agricole, anche in situazioni di rischio rispetto alle possibilità di contagio. A questo si aggiunge una contrazione del reddito a causa della diminuzione delle giornate lavorate nel 2020, la stasi delle negoziazioni per il rinnovo del Contratto Provinciale degli operai agricoli privati scaduto ormai da 15 mesi e i tentativi di reintrodurre i voucher in agricoltura.

La problematica

Nel  Decreto Sostegni, per l’ennesima volta, gli stagionali dell’agricoltura sono stati esclusi da ogni tipo di ristoro. Le lavoratrici e i lavoratori agricoli, quelli che lavorano negli agriturismi e nel settore del florovivaismo, sono stati nuovamente discriminati.

I lavoratori di questi settori nel 2020 hanno perso milioni di giornate di lavoro in Italia, mentre in Emilia-Romagna stimiamo la perdita di oltre 550.000 giornate lavorative a causa della crisi del canale Horeka, ma anche a causa delle intemperie climatiche e cimici asiatiche che hanno colpito duramente i territori a maggior vocazione ortofrutticola.

Le mobilitazioni

Le Segreterie Nazionali di FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL hanno così deciso di attuare una serie di iniziative di mobilitazione della categoria, hanno chiesto l’incontro con i ministri del Lavoro e dell’Agricoltura e con le Commissioni Lavoro, Bilancio e Agricoltura di Camera e Senato.

Sabato 10 aprile si svolgeranno manifestazioni davanti alle Prefetture di tutta Italia per rivendicare:  la garanzia per l’anno 2020, ai fini della tutela assistenziale e previdenziale, delle stesse giornate di lavoro svolte nel 2019;  l’estensione della Naspi ai dipendenti a tempo indeterminato di imprese cooperative e dei loro consorzi; tutele ai lavoratori agricoli nelle zone colpite da calamità naturali, eventi distruttivi, parassiti quali Xylella e cimice asiatica; riconoscimento di una Cassa Integrazione stabile anche per i pescatori vista la forte riduzione dell’attività di pesca; il bonus per gli stagionali dell’agricoltura e la sua compatibilità con il reddito di emergenza.

“Oltre a questi punti, per noi essenziali- affermano le sigle-  nelle mobilitazioni presenteremo anche: la richiesta di riconoscere la “clausola sulla condizionalità sociale” nella Politica agricola comune (PAC) e nei Piani di Sviluppo Rurale (PSR), per fare in modo che i contributi europei vadano solo a chi rispetta i contratti di lavoro e le leggi sociali e rimarcheremo la nostra contrarietà al tentativo di semplificare, ancora di più, l’uso dei voucher in agricoltura, con gravi ricadute sulle tutele e i diritti dei lavoratori. Infine, con la mobilitazione, vogliamo ribadire l’esigenza di rinnovare rapidamente i contratti provinciali, scaduti il 31 dicembre 2019 e che non vedono ancora nessun rinnovo nel nostro territorio regionale (a livello nazionale sono solo nove su 96 quelli rinnovati). “

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