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Lavoro, sos della Cgil: Modena prima in Regione per lavoratori irregolari

Il report dell'Ispettorato nazionale del lavoro mostra una Modena al primo posto per numero di lavoratori irregolari scoperti e per numero di imprese che hanno utilizzato manodopera irregolare e in nero

Tanta Emilia-Romagna nelle tabelle dell'ultimo report dell'Ispettorato nazionale del lavoro, in particolare per quanto riguarda "la campagna di vigilanza straordinaria nel settore delle cooperative".

La regione risulta al terzo posto per "cooperative irregolari", dopo la Campania e la Lombardia, con parecchie decine di imprese denunciate. Le coop spurie restano un bel problema, quindi: "In questo settore delle coop fasulle siamo la prima regione, e dopo l'Emilia-Romagna ci sono Lombardia e Piemonte, per numero di lavoratori irregolari e in nero", segnalano dal coordinamento Legalità della Cgil di Modena.

Che aggiunge: "Delle false coop emiliano-romagnole, il 78% non è associato alle centrali cooperative firmatarie dei protocolli di regolarità, ed infatti tra le motivazioni di irregolarità denunciate spicca che oltre il 30% di quelle ditte non applica i contratti di lavoro" stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. In ogni caso, puntualizza il sindacalista Cgil Franco Zavatti, è la stessa relazione 2020 del ministero dell'Economia che pone l'Emilia-Romagna al terzo posto del podio 'rosso' nazionale sul "riscontro di irregolarità nel lavoro"

Nel quadro delle province regionali, è Modena a risultare al primo posto per numero di lavoratori irregolari scoperti e per numero di imprese che hanno utilizzato manodopera irregolare e in nero. E nell'ultimo report dell'Ispettorato nazionale del lavoro, per quanto riguarda i numeri dei "progetti delle attività di prevenzione e promozione", la provincia di Modena risulta al primo posto, seguita da Potenza e Matera al secondo, Reggio Emilia e Parma al terzo, Bologna al quarto, Genova al quinto, Rimini al sesto.

Ecco quindi la ricetta del sindaco per uscirne: rinforzare gli organici del personale ispettivo, estendere il coordinamento e la collaborazione operativa dei vari enti investigativi ed ispettivi operanti sullo stesso territorio, promuovere e sostenere, da parte delle istituzioni locali, progetti di informazione per spingere l'imprenditoria ad allontanarsi dalle irregolarità, consolidare la concreta operatività dei tavoli provinciali per la legalità, introdurre nei protocolli territoriali il vincolo per la corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali e la continuità occupazionale nei cambi di appalto. Sono tutte "proposte ben presenti e motivate nel protocollo di legalità regionale Patto per il lavoro e per il clima", ricorda Zavatti spronando tutti ad accelerare. (Dire)

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