Lunedì, 2 Agosto 2021
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Amarena brusca di Modena, a Formigine si coltiva una storia millenaria

Un libro, un convegno e l'appuntamento con Amarenando 2018. Tanti esperti e un unico obiettivo: approfondire e diffondere la conoscenza di un frutto tipico del territorio, la cui confettura è stata insignita per prima in Europa del marchio IGP per un prodotto lavorato

Le amarene brusche tornano a fare parlare di sé nel Modenese per mezzo del volume “Amarena brusca di Modena: tradizione e trasformazione”. Il testo, edito da Artestampa, è stato presentato il 25 Maggio nella tenuta di Ca’ del Rio a Casinalbo, con la partecipazione del Sindaco di Formigine Maria Costi. A cura del critico enogastronomico Luca Bonacini e dell’agronomo dell’Università di Bologna Stefano Lugli, il libro riporta uno studio approfondito sulle varietà del ciliegio acido e la sua storia, le modalità di coltivazione e i molteplici utilizzi che esso può avere. Da dove nasce l’idea del libro? “Dalla volontà di identificare il territorio con il prodotto – ha spiega l'editore Carlo Bonacini - e di fare conoscere tutto ciò che ruota intorno ad esso. È importante mettere in evidenza le eccellenze”. Sono più di trenta infatti le aziende produttrici e trasformatrici censite in questo libro. 

Le considerazioni prettamente tecniche sono affidate a Stefano Lugli, impegnato nel settore della ricerca, che sottolinea quanto sia importante fare crescere il prodotto locale per evitare che, come la situazione odierna riporta, il 90% delle amarene commercializzate in Italia venga importato dall’Est Europa. Per sfruttare al meglio le potenzialità del ciliegio acido, l’idea è quella di promuovere il consumo delle amarene fresche, essendo quello delle amarene lavorate già molto attivo. Non a caso la “Confettura di amarene brusche di Modena” è il primo riconoscimento IGP conferito a livello europeo ad un prodotto trasformato. 

Allo stesso fine mirano le idee innovative di Ivo Piombini, produttore locale di amarene, prima delle quali il “Frutteto pedonale” del progetto “Adotta un albero”. “In questo modo ognuno potrebbe vedere crescere il proprio ciliegio, prendersene cura e raccoglierne i frutti. Tutte le operazioni sarebbero svolte da terra, rendendo economicamente conveniente la produzione di amarene e garantendo un prodotto a residuo zero” spiega l’imprenditore. Tra i tanti progetti anche quello di poter usare il laboratorio di trasformazione a scopi didattici.

Al termine della conferenza, dall’editore arriva una domanda a bruciapelo diretta al sindaco di Formigine Maria Costi: “Formigine potrà mai essere nominato Paese dell’Amarena brusca?” la risposta: “È una possibilità”.

Oltre all’uscita di questo libro, sono in programma un convegno e una festa in campagna relativi allo stesso tema. Il seminario, i cui relatori saranno Ivo Piombini e Alberto Mario Levi, si terrà presso il Castello di Formigine Venerdì 1 Giugno a partire dalle ore 8.30, e sarà valido per il conferimento di crediti formativi professionali ai dottori agronomi e ai dottori forestali. Le iscrizioni potranno essere effettuate online sul sito ambiente@comune.formigine.mo.it. 

Domenica 3 Giugno invece, nella tenuta di Ca’ del Rio a Casinalbo, si terrà “Amarenando”, la festa contadina organizzata dalla Pro Loco di Formigine che prevede passeggiate tra i filari, giochi di una volta tra bambini e genitori, danze contadine, visite ai somarelli e una ricca merenda per tutti.

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