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L'ex Direttore di Aifa: "Vaccini sicuri, ma per la distribuzione serve organizzazione militare"

Luca Pani, docente Unimore, fa il punto sulla campagna vaccinale, spazzando via i dubbi sulla sicurezza dei farmaci

"Tutti i virus mutano, fa parte della loro evoluzione. Più in fretta vacciniamo meno mutazioni emergono, guardate cosa è successo in alcune zone del Brasile: senza misure di contenimento e senza vaccini è emersa una mutazione particolarmente aggressiva. Rispetto alle varianti attuali i vaccini che abbiamo a disposizione oggi vanno dal 25% al 60% contro quella Sud Africana rispetto al 95% del ceppo originale. La buona notizia è che sono stati descritti oltre 300 vaccini in varie fasi di sviluppo e che le tecnologie attuali consentono di adattarli alle mutazioni". Ad inquadrare il tema di stretta attualità è Luca Pani, ex Direttore Generale dell'Aifa tra il 2011 e il 2016 e Professore Ordinario di Farmacologia in Unimore, nel corso di un'intervista rilasciata ad Adnkronos.

Il docente, che attualmente vive e insegna anche all'Univerità di Miami, in Florida, punta a tranquillizzare i cittadini circa la sicurezza dei vaccini, in particolare dopo le traversie che in queste ore stanno attraversano i lotti di AstraZeneca, sospesi o ritirati in diversi paesi: "Andrebbe ricordato che tutti questi vaccini sono stati autorizzati in condizioni di emergenza per renderli disponibili almeno un anno, forse due, rispetto alla norma. Tutto questo non ha ridotto minimamente la sicurezza, ha solo accorciato i tempi. I cittadini lo devono sapere e devono fidarsi di quello che dicono le Agenzie Regolatorie. Non ci devono essere dubbi sul fatto che, come avete visto, in caso di minimo rischio la tutela della salute è al primo posto. Tutte queste notizie vanno date costantemente e il ruolo dei media è cruciale".

"Il problema della vaccinazione di massa è logistico, dall'approvvigionamento alla somministrazione, passando per la catena di distribuzione - spiega Pani - Questo lo sanno tutti. Ci vuole un'organizzazione militare, senza fronzoli e senza annunci perché la popolazione, magari quella ancora distratta, deve capire che questa è una guerra che non è ancora finita. Solo se i dati lo dimostrano, si possono considerare strategie diverse di somministrazione ma valutando bene il rapporto rischio beneficio senza improvvisare niente. Non ce lo possiamo permettere". Sul tema dei Brevetti Pani spiega: "Voglio essere chiaro ancora una volta, è un falso problema. Ovviamente i brevetti possono essere sospesi, abbiamo ancora da vaccinare 6 miliardi di persone quindi il tema non è il guadagno che anche a pochi euro per dose sarebbe straordinario, il tema è la produzione industriale e bene ha fatto il ministro Giorgetti a pensare a una soluzione in questo senso".

"In Italia siamo a quasi a 6,5 milioni di dosi totali, temo siano ancora troppo poche per poter parlare di una ritorno alla normalità (che poi andrebbe discusso quale sarà) in tempi ragionevoli, ovvero prima del 2022", sottolinea Pani all'Adnkronos. Tuttavia l'ex dirigente di Aifa pare fiducioso: "Ho l'impressione, ma il mio potrebbe essere un ottimismo emotivo, che il nuovo Governo italiano abbia capito che ci vuole un cambio di passo nei fatti. Mi pare che nello stile e nella storia del Primo Ministro non ci sia la tendenza a cercare responsabilità precedenti e colpe di qualcun altro ma rimboccarsi le maniche e agire. Questo atteggiamento è molto positivo perché si concentra sul presente e non disperde energie inutilmente. Non posso consigliare a un economista di dare il giusto valore alla 'catena sanitaria' del Paese ma lo invito a considerare il Ministero della Salute come quello con maggiori ricadute economiche e finanziarie, anche non immediatamente apparenti".

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