Macello Opas di Carpi, sciopero dopo l'incidente mortale occorso a un lavoratore

Incrociano le braccia i dipendenti della Opas di Carpi dove ieri ha perso la vita un lavoratore durante il turno di lavoro. Filcams, Flai e Filt Cgil: “Inammissibili i rischi che corrono i lavoratori, un sistema dove prevalgono situazioni di scarsa sicurezza”

Sciopero dell’intera giornata di lavoro proclamato dai sindacati Filcams, Flai e Filt Cgil dei lavoratori dello stabilimento Opas di Carpi e degli appalti, contro l’infortunio mortale che ha coinvolto il ghanese Samuel Remel dipendente della cooperativa Csa di Mantova che gestisce l’appalto delle pulizie presso il macello carpigiano.

L’infortunio mortale sembra, secondo le ricostruzioni, avvenuto per trascinamento del lavoratore, durante le operazioni di pulizia, all’interno di una macchina di uno dei reparti di lavorazione dello stabilimento.

“Sono inammissibili i rischi che corrono i lavoratori sui nastri dello stabilimento Opas di Carpi – dichiarano Alessandro Santini (Filcams Cgil), Marco Bottura (Flai Cgil) e Adriano Montorsi (Filt Cgil)Questo infortunio mortale non può essere attribuito alla fatalità. Solo pochi mesi fa, a luglio 2019, era accaduto un altro infortunio sui nastri, e un lavoratore era rimasto incastrato con la mano. Anche in passato si sono registrati altri infortuni per carenze formative del personale degli appalti”.

In un periodo in cui l’attenzione è giustamente monopolizzata dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19 non ci sfugge il fatto che purtroppo anche nel lavoro continuano a esserci situazioni di infortuni e cause di morte. Con la vittima di stanotte siamo oltre le cinquanta totali nel 2020 e, dal 2008, le vittime sul lavoro in Italia sono state circa 17.000.

“L’incidente – proseguono i sindacalisti di Filcams, Flai e Filt - è avvenuto in un appalto del comparto carni, dove il  sistema degli appalti è molto diffuso e dove spesso prevalgono situazioni di precarietà, scarsa sicurezza, abusi, quando non addirittura infiltrazioni malavitose, tutte situazioni che non mettono certo al primo posto la salute e la sicurezza dei lavoratori. Negli appalti- proseguono- soprattutto in questi comparti, troppo spesso i lavori sono frenetici, stressanti, con orari di lavoro e una organizzazione dello stesso del tutto inadeguata. Appalti che sono sempre più spesso angoli grigi di un mondo del lavoro che vuole voltarsi dall’altra parte, atteggiamento che noi rifiutiamo e sul quale punteremo sempre a fare chiarezza. Perché l’emergenza virus passerà, ma quella dei morti sul lavoro sembra non arrestarsi ormai da tanto, troppo tempo”.

La Filcams, la Flai e Filt Cgil di Modena si stringono ai parenti e agli amici della vittima. Samuel Remel, lascia una moglie e 2 figli in Ghana. I sindacati rilanciano il proprio impegno a non lasciare soli i lavoratori di nessun comparto, siano essi in un appalto del mondo alimentare sia nelle corsie di un ospedale o di un supermercato.

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