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Diocesi di Carpi, mandato missionario a Camilla Lugli e don Luca Baraldi

La messa sarà presieduta dal Vescovo Erio Castellucci in occasione della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

In occasione della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, domenica 25 aprile, alle 18, nella messa che sarà celebrata in Cattedrale, il Vescovo Erio Castellucci affiderà il mandato missionario a Camilla Lugli, insieme - significativa coincidenza - a don Luca Baraldi, parroco di San Giuseppe Artigiano, comunità a cui la giovane appartiene.

La dimensione del sogno - con particolare riferimento a San Giuseppe, nell’anno speciale a lui dedicato - a cui si ispira il tema della 58ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni scelto da Papa Francesco, ben si adatta alla decisione di Camilla, giovane carpigiana, di vivere un’esperienza in missione. E’ infatti un sogno che si realizza la sua prossima partenza per il Madagascar nell’ambito dei rapporti di collaborazione che esistono ormai da lungo tempo fra quella realtà e il Centro Missionario Diocesano di Reggio Emilia-Guastalla. Un legame di fraternità di cui è parte anche la Diocesi di Carpi, attraverso il missionario Luciano Lanzoni. Appena compiuti 26 anni, diplomata all’Istituto Tecnico dei servizi socio-sanitari a Modena, fin da piccola ha nutrito una grande passione per il tennis, non solo giocando ma anche insegnando questo sport dai tempi delle scuole superiori fino a poco tempo fa. In questi mesi, nell’attesa di partire per un anno in Madagascar - la data è prevista tra maggio e giugno non appena le restrizioni lo consentiranno - sta prestando servizio come educatrice al doposcuola parrocchiale di San Giuseppe.

Si avvicina la partenza anche per don Luca Baraldi, che si sta preparando a raggiungere, come sacerdote “fidei donum”, la Diocesi di Mackenzie-Fort Smith nel nord-ovest del Canada, dove rimarrà per tre anni. “Negli ultimi mesi, con il Vescovo Jon Hansen, abbiamo avuto modo di scambiarci varie e-mail, soprattutto per concretizzare il mio arrivo - afferma don Luca -. Attualmente la pandemia in Canada ha determinato una chiusura piuttosto rigida degli ingressi nel Paese, consentendo l’accesso solo per motivi professionali o di reale necessità. Ad ogni modo - commenta, con una battuta - sono stato rassicurato che alla frontiera non dovrei essere respinto”.

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