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Lacrime e rabbia in piazza per Alessandro Venturelli, "Un figlio non si archivia"

Manifestazione a Modena per chiedere di proseguire le ricerche del ragazzo scomparso da Sassuolo. La madre muove accuse alle istituzioni e chiede rispetto

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Oggi pomeriggio circa 250 persone si sono strette intorno a mamma Roberta Carassai e a Roberto Venturelli, genitori di Alessando, il ventenne scomparso ormai tre anni e mezzo fa da Sassuolo. La piccola folla si è data appuntamento alle ore 15 in piazza Matteotti a Modena, per una manifestazione organizzata dagli stessi famigliari con il sostegno dei legali che li stanno assistendo e con la partecipazione dell'associazione Penelope Emilia-Romagna.

L'iniziativa aveva una forte valenza simbolica, per tenere viva l'attenzione intorno al caso di Alessando Venturelli, ma anche per chiedere pubblicamente di continuare le indagini e le ricerche. Il prossimo 30 aprile, infatti, si discuterà davanti al Gip del Tribunale di Modena la richiesta di archiviazione che la Procura ha presentato per la seconda volta. La famiglia, attraverso l'avvocato Claudio Falletti, si è opposta alla richiesta del Pm.

"Un figlio non si archivia, il dolore non si archivia". E' stato questo lo slogan ripetuto più volte dal palco della manifestazione di piazza Matteotti, alla quale hanno preso parte amici e conoscenti della famiglia Venturelli, ma anche altre persone giunte da più parti d'Italia a sostegno della causa. Sul palco anche l'on. Stefania Ascari, che ha seguito in prima persona il caso, e il sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani, commosso in un appello al ragazzo scomparso.

L'intervento finale è stato affidato a mamma Roberta, che da 40 mesi si sta spendendo in ogni sede e anche sul fronte mediatico nella disperata ricerca del figlio. Da parte della madre non sono mancate critiche molto forti alle autorità, partendo dalla Procura della Repubblica di Modena, accusata di disinteresse e immobilismo, passando poi per le autorità politiche, tra cui Stefano Bonaccini e Giorgia Meloni, entrambi raggiunti da diversi messaggi con richieste di aiuto in questi ultimi mesi. Rabbia e lacrime si sono fuse nell'intervento di Roberta Carassai, che chiede risposte e sostegno alle istituzioni. 

Risposte che a detta della famiglia e dei legali non sono state per nulla sufficienti, al pari delle indagini fin qui svolte. Roberta Carassai non si dà per vinta e pur nel dolore porta avanti la sua battaglia: "Non ho mai perso la speranza e non la perderò mai, nonostante momenti di debolezza. Farò tutto il rumore che posso, ne farò sempre di più. - ha commentato - Invito le nostre istituzioni a scendere dal loro piedistallo e che Alessandro sia proprio l'esempio, che partano da questi fascicoli. Basta parlare di allontanamento volontario, basta sottovalutar le denunce dei famigliari: qualsiasi situazione deve essere verificata. E' indispensabile per le ricerche".  

Roberta Carassai con Claudio Falletti

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