Catena umana e cartelli, al "Barozzi" la protesta per le aule

Studenti e professori hanno manifestato attorno all'edificio di viale Monte Kosica contro la decisione di cedere le nuove aule. Gli studenti più grandi non sono entrati in classe come gesto simbolico

Un primo giorno di scuola ancora più caotico rispetto a quello già inusuale di tutte le scuole superiori per l'Istituto tecnico "Jacopo Barozzi" di Modena, dove questa mattina è andata in scena la protesta di parte del corpo docente e degli studenti. La vicenda è nota: la scuola ha da qualche settimana avviato un braccio di ferro con la Provincia dopo la decisione di destinare al liceo classico "Muratori" parte delle nuove aule ricavate nell'ex mensa Cir: una decisione mal digerita dalla comunità scolastica, già provata da un impegnativo cantiere nella propria sede e ora costretta a rivedere orari e lezioni in presenza.

Da qui l'iniziativa di questa mattina, partita intorno alle 9.30 mentre erano in corso le operazioni di accoglienza degli studenti nei vari "varchi" dove avveniva l'ingresso dei ragazzi secondo le nuove norme anti-covid. Coordinati da alcuni professori e dai rappresentanti di istituto, un centinaio di studenti - indicativamente due rappresentanti per classe - si sono disposti lungo viale Monte Kosica e viale della Cittadella a formare un cordone umano.

"Giù le mani dal Barozzi" e "C'è chi dice NO" (in onore dell'ex alunno Vasco rossi, ndr) gli slogan scritti e affissi ai cancelli, per dimostrare il proprio disappunto nei confronti delle scelte della Provincia di Modena, vissute come "imposte dall'alto senza alcun confronto preventivo". Gli studenti, eccetto quelli di prima, hanno anche ritardato o non effettuato l'ingresso in classe come ulteriore forma di dissenso.

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