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In Piazza Grande per dire no alla didattica a distanza: "Priorità alle relazioni umane"

Diversi manifestanti si sono riuniti sotto la Ghirlandina per chiedere il rientro sui banchi, per non "scaricare" sugli studenti delle superiori la responsabilità dell'emergenza sanitaria

Oggi pomeriggio alle ore 15 il comitato Priorità Alla Scuola ha radunato in Piazza Grande circa 150 persone tra studenti, insegnanti e famiglie nell'ambito della manifestazione indetta qualche giorno fa per protestare contro il rinvio del ritorno alla didattica in presenza. Lo slittamento di qualche giorno deciso da Governo si è in realtà trasformato in altre due settimane di attesa per la decisione della Regione Emilia-Romagna di ripartire solamente il 25 gennaio.

Dopo una introduzione sulla storia dell'eccidio delle Fonderie - non gradita da tutti i partecipanti perchè ritenuta fuori tema - ha preso la parola Manuela Ciambellini, portavoce del gruppo che ormai da molti mesi si è mobilitato contro la didattica a distanza. "Le scelte del governo e degli amministratori locali sono fatte, al solito, sulla pelle dei e delle minori, ignorando deliberatamente quanto sempre più voci autorevoli denunciano, ogni giorno: sulla base degli studi scientifici più accreditati, la scuola non è un luogo prioritario di contagio e la chiusura delle scuole – a meno che non sia accompagnata da un lockdown totale – è una misura che non ha nessuna efficacia per il contenimento della pandemia. I danni cognitivi, psico-fisici e socio-economici provocati dal protrarsi della didattica a distanza sono invece gravi e ormai rischiano di essere irreparabili."

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Il comitato rinvendica quindi diverse misure per il mondo scolastico, partendo da "uno screening completo e continuativo della comunità scolastica (docenti, ATA, studenti) affinché la scuola possa riaprire in sicurezza", ma anche che "il personale scolastico ad alto rischio sia considerato prioritario nella fase 1 dell’agenda vaccinale". Cosa fare poi al rientro in un anno che, se vi fossero altri slittamenti, sarebbe quasi compromesso? Il comitato chiede che le scuole riaperte non diventino un “verifichicio”, sprecando il tempo in presenza solo a uso di compiti e valutazioni, bensì che il tempo in presenza sia il tempo di "ricostruire i rapporti umani".

La manifestazione si è svolta regolarmente e nel rispetto del distanziamento, sotto l'occhio attento delle forze dell'ordine che come di consueto presidiano la piazza. 

Al presidio hanno aderito anche la consigliera Elisa Rossini (Fratelli d'Italia-Popolo della Famiglia) e alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle, che sono però stati invitati dagli organizzatori ad ammainare le bandiere di partito che avevano portato.

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