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La provincia di Modena è gialloblù per la pace in Ucraina

Tante le manifestazioni che uniscono il territorio per dire no alla guerra in Ucraina

Modena è una città abituata a tingersi di giallo e di blu. Sono i colori dei modenesi, che riempiono lo stadio la domenica. Gli stessi colori della bandiera che accarezza il vento dal balcone del Municipio, accanto a quelle dell’Italia e dell’Europa. Gli stessi, di quella che sventola accanto alla Statua della Madre Patria a Kiev, ricordo di un’Unione Sovietica che non esiste più.

A ricordarlo, adottando questi colori, sono state e saranno le piazze di provincia. Da Vignola a Modena, da Spilamberto a Sassuolo, da Marano a Castelnuovo Rangone, da Novi di Modena a Formigine.

Le manifestazioni che si sono già svolte hanno visto una partecipazione importante. A Modena, centinaia di persone si sono riversate ai piedi della Ghirlandina nonostante la pioggia e il vento; il Municipio di Vignola ieri sera ha cantato illuminato dalle fiaccole. Il Castello di Formigine si è colorato di giallo e di blu, così come il Torrione che sovrasta la piazza di Castelnuovo Rangone. Marano sul Panaro e Novi di Modena aspettano martedì 1° marzo per unirsi idealmente al coro gialloblù, mentre Spilamberto invocherà la pace già stasera.

Tra i cartelli che chiedono la pace, ce ne sono altri da cui traspaiono speranze ed “esasperanze”: “Putin fuori dall’Ucraina”, “Basta aver paura di Putin” si legge negli striscioni che si confondono tra le richieste di un intervento più consistente da parte dell’Unione Europea.

È bello che, a fronte di poco meno di duemila ucraini residenti a Modena, le persone si siano riversate nelle piazze a centinaia in presidi organizzati in poche ore. È paradossale che la forza di unirsi si trovi soltanto di fronte alla guerra.

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