Pochi matrimoni e sempre più avanti negli anni, l'analisi del Tribunale Ecclesiastico

A Modena la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Calano il numero di nuove cause intentate, ma resta costante il numero delle sentenze emesse

Come sta il matrimonio? "In questo momento sta malissimo. Quelli che hanno il coraggio di sposarsi sono molto contenti e le cose vanno bene, nella maggior parte dei casi. Ma quello che colpisce è il fatto che moltissima gente sceglie di stare insieme senza sposarsi. Oppure arriva a sposarsi dopo tanto tempo, talvolta quando le motivazioni del matrimonio si sono affievolite. E questo preoccupa". 

Arriva dalla diocesi di Modena-Nonantola un nuovo quadro, aggiornato, sullo stato delle unioni civili e religiose nel territorio. L'occasione è l'inaugurazione dell'anno giudiziario del tribunale ecclesiastico emiliano oggi nel seminario di corso Canalchiaro, a Modena. Vengono illustrati i dati sulle cause dell'anno appena trascorso, che in media durano poco meno di un anno, a cura soprattutto del vicario giudiziale don Sergio Casini e dell'arcivescovo Erio Castellucci. 

Spiega Casini a margine dei lavori: "I dati sono lievemente in calo, sono entrate 97 nuove cause rispetto alle 115 dell'anno precedente. Complessivamente, il numero delle cause trattate è calato, da 238 a 222, anche se il numero di sentenze resta più o meno lo stesso, visto che è stato recuperato un lavoro pregresso rimasto in sospeso". I principali capi di nullità, continua il vicario giudiziale "sono l'esclusione dell'indissolubilità del matrimonio e l'esclusione della prole, oltre all'incapacità di emettere un vero consenso per cause di natura psichica, che si traduce nella carenza grave di capacità di valutazione e nell'incapacità di assumersi gli impegni matrimoniali essenziali. Queste sono le vere ragioni, gli altri motivi di nullità sono residuali". In tutto questo, la litigiosità delle parti anche in ambito canonico non solo rimane alta, ma cresce di anno in anno. "E questo dispiace, perchè la litigiosità non aiuta la ricerca della verità", si rammarica Casini. 

Del resto, precisa il vicario modenese sull'organo ecclesiastico che ha giurisdizione sull'Emilia da Modena a Piacenza, "lo scopo di questo tribunale non è quello di dare ragione a una parte contro l'altra, ma ricercare insieme i motivi del fallimento di un matrimonio senza attribuire colpe o stabilire colpevoli". Ma si predilige tuttora il matrimonio civile a quello religioso? "Non saprei dirlo, abbiamo piuttosto l'impressione che, semplicemente, la gente non si sposa nè in Comune nè in chiesa", continua amaro Casini. In ogni caso, i costi delle cause di nullità rimangono contenuti: chi non ha la possibilià  di sostenerli e' agevolato dal fatto che il tribunale stesso se ne fa carico.

Intanto, aggiunge l'arcivescovo Castellucci, determinato in questo campo anche alla luce della riforma recente nella Chiesa: "Il tribunale ecclesiastico - ricorda don Erio - si occupa anche delle cause di nullità, non è solamente un freddo luogo di verifiche ne', tanto meno, incentiva le divisioni. Qui si cerca di andare a fondo sulle cause che hanno determinato il fallimento matrimoniale, per verificare se fin dall'inizio esistevano le condizioni essenziali". Non esiste l'annullamento del matrimonio, tuttavia, ricorda il vescovo: "Esiste il riconoscimento di nullità. Se il matrimonio era valido fin dall'inizio, non si può annullare: se non lo , non lo è fin dall'inizio. Con la riforma di papa Francesco, tre anni fa, c'è stato l'inserimento di questo percorso in un ulteriore contesto, in modo che non sia solo un aspetto di diritto canonico ma un'esperienza pastorale vera e propria dentro la Chiesa".

(DIRE)

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