Medici e Avvocati uniti contro lo sciacallaggio: in guardia da chi vuole trarre profitto dall'emergenza

L'Ordine degli Avvocati dell'Emilia Romagna accoglie l'appello lanciato dal sindacato dei medici e condanna chi tenta di accaparrarsi clienti promettendo di intentare cause per malasanità riguardo decessi causati dal coronavirus

In alcune delle zone piu' colpite dal coronavirus iniziano a comparire "squallidi tentativi di certi studi legali di arricchirsi sfruttando le tragedie che hanno colpito molte famiglie". Un'opera "schifosa di sciacallaggio" contro cui "tutte le istituzioni" dovrebbero prendere posizione. A sollevare il caso e' Ester Pasetti, segretario regionale del Sindacato medico italiano Anaao-Assomed in Emilia-Romagna, che invoca l'intervento anche degli Ordini degli avvocati. In alcune aree del Veneto, della Lombardia e delle Marche, rileva Pasetti parlando alla 'Dire', "studi legali si promuovono dicendosi disponibili a sostenere cause contro i medici per malasanità per i decessi dovuti al coronavirus. E' una modalita' schifosa di sciacallaggio e anche molti Ordini degli avvocati si stanno ribellando, stigmatizzando questo comportamento".

In Emilia-Romagna, precisa il segretario dell'Anaao, "ancora non mi risultano notizie di questo tipo, ma è meglio mettere le mani avanti". E aggiunge: "Noi non chiediamo certo l'impunità, ma serve un po' di ragionevolezza rispetto a ciò che abbiamo a disposizione. Siamo di fronte a una malattia finora ignota, per la quale non esistono cure certe ne' linee guida, se non la pratica empirica giorno per giorno". Da qui parte l'appello di Pasetti. "Che le istituzioni nazionali, regionali e locali si alzino indignate e stigmatizzino questi comportamenti, anche l'Ordine degli avvocati dovrebbe prendere posizione. Di malasanita' in periodi come questo non ci deve essere traccia. Tutti stanno facendo il loro meglio. Il possibile e anche l'impossibile. In assenza di evidenze scientifiche e con mezzi limitati". Pasetti infatti ci tiene a ribadire che il problema della mancanza di protezione per gli operatori sanitari non è ancora risolto. 

Arriva subito la risposta degli avvocati dell'Emilia-Romagna, che si schierano al fianco dei medici. E diffidano loro stessi gli studi legali che hanno intenzione di intentare cause per presunta malasanità in seguito ai decessi per coronavirus. A prendere posizione è l'Unione regionale dei consigli degli Ordini degli avvocati dell'Emilia-Romagna (Urcofer), che "denuncia le iniziative in violazione al codice deontologico forense ed esprime solidarietà e vicinanza ai professionisti della sanita'". Viene così accolto l'appello lanciato da Ester Pasetti. Nella delibera, approvata oggi e firmata da tutti i presidenti degli Ordini degli avvocati dell'Emilia-Romagna, si dice chiaro e tondo che l'Urcofer "censura, reprime e sanziona tali condotte, a tutela della collettività e della professione di avvocato". Per questo si invitano tutti gli ordini forensi della regione "a vigilare e a denunciare ogni condotta vietata dalle regole deontologiche". L'unione degli avvocati punta dunque il dito "contro ogni iniziativa, connessa all'attuale situazione di emergenza epidemiologica, che presenti finalità ingannevoli messa in atto da persone giuridiche non legittimate a esercitare la tutela legale o addirittura da professionisti in violazione del Codice deontologico forense", tra cui il "divieto di diffondere informazioni ingannevoli non improntate a correttezza" e il "divieto di accaparramento di clientela".

La delibera, spiega in particolare l'Ordine degli avvocati di Reggio Emilia, "si è resa necessaria a seguito della proliferazione su media nazionali e canali social di messaggi con offerte di generiche prestazioni per 'contrastare l'emergenza', arrivando a sollecitare persino l'avvio di azioni risarcitorie nei confronti di ospedali, medici e infermieri". A queste "comunicazioni mendaci- continuano gli avvocati reggiani- si sono aggiunti anche insoliti suggerimenti circa possibili 'rimedi' giudiziari per ovviare alle violazioni delle disposizioni normative che vietano l'ingiustificata circolazione dei cittadini". Secondo l'unione degli ordini forensi dell'Emilia-Romagna, però, "questi comportamenti procurano gravissimo discredito all'Avvocatura che, soprattutto in questo periodo di emergenza, continua a svolgere un insostituibile ruolo di garanzia nei confronti della collettività".

(fonte DIRE)

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