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Domenica, 29 Gennaio 2023
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Medicina Rigenerativa. Ricerca prof.ssa Manfredini UniMoRe finanziata da AIRC

Il gruppo della prof.ssa Rossella Manfredini del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" di Unimore ha ottenuto un finanziamento di oltre 2 milioni di euro per lo studio delle cellule staminali dei tumori del sangue. La ricerca è finanziata da AIRC

Il team di ricercatori coordinato dalla prof.ssa Rossella Manfredini, Coordinatrice del programma di Genomica e Trascrittomica presso il Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, si conferma protagonista della ricerca in ambito oncologico. Si è infatti aggiudicato uno dei sei progetti finanziati dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) attraverso il bando “AIRC 5 x 1000”.

La selezione dei progetti presentati ad AIRC prevede un processo di accurata valutazione da parte di revisori -selezionati tra i massimi esperti internazionali nell’ambito della ricerca oncologica- che forniscono valutazioni indipendenti giudicando originalità, innovatività e fattibilità del progetto e la competenza nel settore dei ricercatori che lo presentano. Per il progetto dal titolo “Targets perseguibili nella progressione clonale e nella diffusione sistemica delle neoplasie mieloidi", il gruppo della prof.ssa Manfredini ha ottenuto un finanziamento di oltre 2 milioni di euro di budget UNIMORE per i prossimi 7 anni. La prof.ssa Manfredini coordina in questo progetto il team di ricercatori modenesi all’interno di un gruppo nazionale guidato dal prof Alessandro Vannucchi dell’Università di Firenze che è anche il coordinatore Nazionale del progetto AIRC 5X1000.

"Questo progetto -spiega la prof.ssa Rossella Manfredini, docente di Biologia e Genetica a Unimore- è volto a caratterizzare i meccanismi molecolari alla base dell'insorgenza e della progressione di un ampio gruppo di tumori del sangue, le leucemie mieloidi acute e le malattie mieloproliferative croniche, allo scopo di identificare nuovi parametri per la diagnosi e la prognosi e nuove terapie in grado di eradicare la malattia, migliorando le prospettive e la qualità di vita dei pazienti”.

Il progetto è articolato in diversi obiettivi sperimentali, focalizzati su diversi aspetti biologici e clinici di queste malattie e finalizzati allo sviluppo di nuove terapie personalizzate. In particolare verranno caratterizzate le cellule staminali leucemiche, cioè le cellule che "mantengono" la malattia, e sono quindi responsabili delle recidive perché resistenti alle terapie tradizionali. Sulla base delle caratteristiche molecolari e funzionali identificate in questo studio verranno sviluppati nuovi approcci terapeutici volti ad eliminare specificamente queste cellule staminali tumorali, migliorando l’efficacia delle attuali terapie che, per molte di queste malattie, non sono risolutive.

Un obiettivo non meno importante sarà lo studio dell’interazione tra le cellule staminali del tumore e le cellule normali all'interno del midollo osseo: come nei tumori solidi, infatti, anche nei tumori del sangue le cellule tumorali comunicano con le cellule normali circostanti in modo da creare un ambiente a loro favorevole. Questa comunicazione ha quindi un ruolo importante nell'evoluzione della malattia e nello sviluppo di numerose caratteristiche cliniche dei pazienti oncologici, come ad esempio lo stato di infiammazione cronica che si riscontra nei pazienti con malattie mieloproliferative e che può alimentare ulteriormente la progressione della malattia. Anche in questo caso, il fine ultimo è quello di identificare nuovi bersagli per lo sviluppo di terapie innovative volte a migliorare le prospettive di guarigione e la qualità di vita dei pazienti.

“Un’altra fondamentale finalità del progetto-conclude la Prof.ssa Manfredini- è quello di sviluppare nuovi strumenti diagnostici per migliorare gli attuali sistemi classificazione dei pazienti con neoplasie mieloidi. Questo aspetto è di primaria importanza allo scopo di poter prevedere le prospettive di ciascun paziente, per poterlo indirizzare, in base alle sue caratteristiche cliniche e molecolari, verso la migliore terapia e massimizzare le probabilità di guarigione, attraverso la cosiddetta medicina personalizzata”. L'obiettivo finale del progetto è quindi lo sviluppo di nuove terapie, che, sulla base delle conoscenze acquisite in questa ricerca, potranno essere sperimentate in nuovi protocolli clinici in collaborazione con gli altri centri finanziati dal progetto.

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