Professionisti sanitari e ristoratori insieme per comporre un menù dedicato ai pazienti diabetici

A “Cimone con… gusto!” verranno realizzati piatti adatti a chi soffre di diabete, per sensibilizzare e creare una comunità “amica”

Un menù interamente dedicato ai pazienti diabetici, realizzato dagli chef del territorio con il supporto dei professionisti dell’Azienda USL di Modena. È questo l’obiettivo di “Cimone con... gusto!”, iniziativa che vede la collaborazione dei ristoratori e delle imprese dei Comuni di Fanano, Sestola e Montecreto: martedì 19 novembre, alla Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni, i piatti ideati verranno presentati e commentati dagli esperti del Servizio di diabetologia e dietologia dell’Area Sud e del Servizio di Igiene degli Alimenti dell’AUSL, per andare poi a comporre, eventualmente aggiustati, un primo menù dedicato a pazienti diabetici.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di attenzione verso la patologia diabetica di tipo 2 avviato dalla Casa della Salute “Cimone” di Fanano, nell’ambito del progetto CasaLab promosso dalla Regione Emilia-Romagna. A ottobre sono stati organizzati diversi incontri e workshop per pazienti diabetici e loro famigliari, anche con il coinvolgimento di ristoratori e imprese alimentari dei tre Comuni di Fanano, Sestola e Montecreto e il supporto delle Associazioni di categoria e delle Amministrazioni locali. L’obiettivo è, appunto, la realizzazione di un menù per pazienti diabetici, con alcuni requisiti essenziali: i piatti devono essere equilibrati nei componenti e perciò idonei per pazienti diabetici, contemporaneamente devono essere gustosi, quindi appetibili per tutti, e, infine, devono prevedere l’utilizzo prevalente di prodotti a km zero, valorizzando così le produzioni locali. A dicembre l'ultimo atto, con la consegna degli attestati a ristoratori e imprese, contrassegnato da un logo ideato dagli alunni dell'Istituto comprensivo di Sestola.

L’evento avviene in sinergia con FedER, Federazione Diabete Emilia Romagna, a conferma di come l’approccio alla patologia diabetica debba vedere coinvolti non solo pazienti e AUSL, ma anche le Associazioni di pazienti e dei loro famigliari, oltre che del tessuto imprenditoriale del settore alimentare e della ristorazione. Con un duplice obiettivo: la promozione del cosiddetto “paziente competente” da un lato e dall’altro di una “comunità amica” che sappia intercettare e interpretare i bisogni di chi soffre di questa patologia.

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Il diabete in età adulta è sempre più frequente e colpisce circa il 6% della popolazione. I farmaci e un monitoraggio attento della malattia possono fare molto, ma l’adozione di sani stili di vita, a partire dalla cucina, rappresenta un supporto fondamentale per ridurre concretamente i rischi correlati, cardiovascolari in primis.

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