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Sabato, 3 Dicembre 2022
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Distretto ceramico, messe no-mask senza autorizzazione della Diocesi

E' polemica sull'attività di don Claudio Crescimanno, sacerdote modenese che tiene celebrazioni sull'Appennino reggiano in assenza di autorizzazione. Alle messe anche l'assessore sassolese Corrado Ruini

Al confine tra le province di Modena e Reggio si è venuta a creare una situazione incresciosa per la Chiesa, che sta però avendo anche riflessi politici e di ordine pubblico. Da qualche tempo, infatti, una comunità di fedeli si è riunita intorno alla figura di don Claudio Crescimanno, sacerdote 55enen modenese, formalmente incardinato presso la diocesi molisana di Isernia-Venafro. Don Crescimanno, tuttavia, non svolge più la propria attività pastorale in Molise, ma è rientrato della sua terra d'origine e ha ripreso l'evangelizzazione nel modenese e nel reggiano, in particolare sulle colline di Castellarano (RE).

Fin qui nulla di particolare, se non per il fatto non certo trascurabile che l'attività del religioso sta avvenendo senza la dovuta autorizzazione da parte della diocesi competente, in questo caso quella di Reggio-Guastalla. Il diritto canonico parla chiaro e spiega che "ogni chierico deve essere incardinato o in una Chiesa particolare o in una prelatura personale oppure in un istituto di vita consacrata o in una società che ne abbiano la facoltà, in modo che non siano assolutamente ammessi chierici acefali o girovaghi". In altre parole, la diocesi deve autorizzare lo svolgimento di funzioni religiose sul proprio territorio e non può permettere l'attività stabile di sacerdoti non formalmente incardinati in loco.

La diocesi reggiana, guidata da mons, Massimo Camisasca, ha nelle scorse settimane invitato don Crescimanno a dar conto del suo operato, ma questi non avrebbe fornito alcun riscontro, né risulta che la Diocesi di appartenenza sia a conoscenza o ne abbia autorizzato l’operatività in terra reggiana. In ogni caso, mons. Camisasca non è stato mai informato della presenza del sacerdote modenese. Da parte del religioso non è mai giunta nessuna rispsota alle comunicazioni diocesane.

Vi è dunque una questione canonica, a seguito della quale quale la diocesi di Reggiana ha invitato i fedeli "ad esercitare il dovuto discernimento e a confrontarsi con i propri Pastori per un accorto esercizio della comunione ecclesiale". Ma vi è anche una questione di ordine pubblico. I ritrovi della comunità radunata da don Crescimanno, avvengono infatti in un luogo privato, un capannone nel terreno della cooperativa agricola Sant'Isidoro, situato sulle prime alture di Casalgrande Alto: qui le celebrazioni avverrebbero senza l'uso di mascherina e senza il distanziamento previsto dalle norme anti-covid. E non a caso.

Non è infatti un mistero che intorno al sacerdote si sia creato un seguito basato certamente su questioni di fede e di carisma umano, ma anche su posizioni di opposizione alla gestione della pandemia da parte delle autorità italiane. Vi è una cerchia di ultracattolici che critica molte scelte su vaccini, green pass e altri elementi della risposta istituzionale all'emergenza sanitaria. Un'ala conservatrice che segue le celebrazioni in latino con rito tridentino, come vengono celebrate appunto a Casalgrande, e che talvolta aderisce anche alle manifestazioni di piazza alimentando il fronte del dissenso dal proprio peculiare punto di vista legato alal fede cattolica.

Domenica alla celebrazione di Casalgrande era presente anche l'assessore di Sassuolo Corrado Ruini, già al centro di polemiche per le posizioni no-green pass e sul recente bando per finanziare lezioni nelle scuole con posizioni "dissenzienti" rispetto alla rappresentazione della pandemia. Presenza che non poteva che alimentare ulteriore caos politico. “A questo punto all’assessore Ruini resta una sola cosa da fare per concludere in gloria la sua settimana: dimettersi. Non è possibile che chi ricopre incarichi istituzionali continui ad avere atteggiamenti ambigui in un momento particolarmente delicato come quello che stiamo vivendo”, attacca infatti Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle.

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