Solo Messe a "porte chiuse", sospeso il precetto festivo fino al 3 aprile

Un nuovo decreto dell'Arcivescovo di Modena e Nonantola regola l'attività delle parocchie per il prossimo mese, adeguandosi alle norme imposte per le province "arancioni"

Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena-Nonantola e Amministratore Apostolico di Carpi, ha emanato un nuovo decreto per rgolare l'attività diocesana con le nuove disposizioni da attuare per contrastare la diffusione del Covid-19, in accorso con gli Arcivescovi di Bologna, Ravenna-Cervia, Ferrara-Comacchio e i Vescovi della Romagna.

Disposizioni diocesane in ordine al “coronavirus”

  • 1. Nei luoghi di culto e ad uso pastorale si evitino assembramenti di persone. Tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi si garantisca e rispetti la distanza tra persone di almeno un metro (cf. DPCM 8 marzo 2020, art. 2 lettera v).
  • 2. Le chiese restino aperte in orari prefissati per consentire la preghiera personale e l’incontro con i sacerdoti.
  • 3. Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
  • 4. Fino al prossimo 3 aprile compreso sono sospese le SS. Messe feriali e festive con la partecipazione dei fedeli in tutti i luoghi di culto. Pertanto è sospeso il precetto festivo (can 1248 &2). Si invitano i fedeli alla preghiera personale e in famiglia, utilizzando i sussidi proposti dagli organismi pastorali e seguendo le celebrazioni trasmesse via streaming, alla radio e alla televisione.
  • 5. Fino al prossimo 3 aprile compreso è sospesa la celebrazione di battesimi, cresime, prime comunioni e matrimoni, con la partecipazione dei fedeli. È consentita la celebrazione dei sacramenti in caso di urgente necessità.
  • 6. È consentita la visita a casa, la Comunione, l'Unzione degli infermi e il Viatico.
  • 7. Fino al prossimo 3 aprile compreso sono sospese le visite alle famiglie per le benedizioni pasquali.
  • 8. Fino al prossimo 3 aprile compreso sono sospesi gli incontri di catechesi. Ove possibile si svolgano attività di formazione attraverso sussidi e/o via streaming. 
  • 9. Fino al prossimo 3 aprile compreso sono sospese le attività formative, aggregative, sportive di circoli e oratori. 
  • 10. Fino al prossimo 3 aprile compreso sono sospesi altresì manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli cinematografici e teatrali, feste e sagre parrocchiali, pellegrinaggi e gite.
  • 11. I Centri d’ascolto e i servizi della Caritas diocesana e parrocchiali svolgono la propria attività in accordo con le rispettive diocesi e secondo le indicazioni delle competenti autorità territoriali.

Per quanto riguarda le esequie:

  • sono consentite esclusivamente: la Preghiera alla chiusura della bara e quella Al sepolcro (Cf. Rito delle Esequie, prima parte n. 3 e n. 5);
  • sono vietate le veglie funebri con convocazione pubblica presso la casa dei defunti, nelle case del commiato e presso gli obitori.
  • Quando la salma è ricomposta il ministro ordinato si rechi presso il defunto per una preghiera. Si usi il formulario della preghiera alla chiusura della bara del Rito delle esequie (nn. 42-45).
  • Il feretro venga portato direttamente al cimitero dove si celebri la sepoltura come prevista dal Rito delle esequie (nn. 94-98).
  • I cortei funebri verso il cimitero sono sospesi.
  • Anche durante la preghiera prima della sepoltura si raccomandi agli eventuali presenti il rispetto delle distanze imposte dalla normativa.
  • Nel caso in cui la salma vada alla cremazione la preghiera avvenga nel luogo e al momento della partenza del feretro.
  • Si cerchi di concordare la Messa in suffragio del defunto con la famiglia, a tempo opportuno, al termine dell’emergenza.

Per le esequie di defunti che erano affetti da Covid-19 valgono le seguenti indicazioni:

  • La visita alla salma è vietata dall’autorità sanitaria. Pertanto è sospesa oltre alla veglia funebre, anche la preghiera alla chiusura della bara.
  • Il feretro venga portato direttamente al cimitero dove si celebri il breve rito della sepoltura come previsto dal Rito delle esequie (nn, 94-98).
  • Anche durante la preghiera alla sepoltura, si raccomandi agli eventuali presenti il rispetto delle distanze imposte dalla normativa.
  • Nel caso in cui la salma vada alla cremazione la preghiera avvenga nel luogo e al momento della partenza del feretro, ma quando gli operatori avranno già chiuso la bara.
  • La Messa di suffragio sarà concordata con la famiglia a tempo opportuno al termine dell’emergenza, soprattutto tenuto conto del fatto che spesso i parenti stretti del defunto sono in regime di quarantena.

Il parroco avvisi per tempo la famiglia dei defunti e le agenzie di servizi funerari delle disposizioni attuali e se ne dia adeguata comunicazione negli annunci di morte predisposti onde evitare spiacevoli inconvenienti. In ogni caso si suggerisce che i presbiteri ed i diaconi chiamati ad accompagnare il transito di un fedele defunto, mantengano tutte le cautele possibili, al fine di evitare il contagio. Il divieto di celebrare i funerali secondo il rito completo è per noi cristiani molto pesante da accettare e “incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli.

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"L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica” (Segreteria Generale della CEI, Comunicato dell’8 marzo 2020). Ringraziamo per la preziosa collaborazione soprattutto i presbiteri e i diaconi. Contiamo sul loro senso di responsabilità. La situazione sanitaria è tale da richiedere un rispetto rigoroso delle indicazioni. Esprimiamo vicinanza a tutti in particolare alle famiglie colpite in queste settimane da un lutto a cui sappiamo di chiedere, a salvaguardia della salute, un ulteriore sacrificio. Preghiamo per loro e per i loro cari defunti perché il Signore della vita li accolga nella sua pace".

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