Messe a "porte chiuse" nel fine settimana, anche la Chiesa si adegua

La misura precauzionale valida per la settimana è stata restesa dalla Cei anche a sabato e domenica 7 e 8 marzo, per evitare assembramenti nei luoghi di culto

Anche domenica prossima messe senza fedeli in chiesa in Emilia-Romagna per l'emergenza coronavirus, cosi' come è stato durante tutta la settimana. E sospesa fino al 15 marzo ogni attività nelle parrocchie, in linea col decreto del Governo. Le nuove disposizioni arrivano dai vescovi dell'Emilia-Romagna, "in comunione con i vescovi della Lombardia e del Veneto", che confermano dunque per tutte le diocesi della regione la sospensione "anche per domenica 8 marzo la celebrazione dell'Eucarestia con la presenza dei fedeli, cosi' come restano sospese le celebrazioni eucaristiche feriali". 

Inoltre, specifica la Cei dell'Emilia-Romagna, "tenendo conto delle disposizioni ministeriali circa la chiusura delle scuole, confermiamo la sospensione della catechesi e la chiusura degli spazi aperti al pubblico fino al 15 marzo". 

La decisione, spiegano ancora i vescovi, è stata "assunta in accordo con la Conferenza episcopale italiana" e si è "resa necessaria dopo l'entrata in vigore del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, con il quale si è definito il quadro degli interventi per arginare il rischio del contagio del coronavirus ed evitare il sovraccarico del sistema sanitario".

Il non poter celebrare le messe coi fedeli, aggiungono i vescovi dell'Emilia-Romagna, "deve portarci a riscoprire forme di preghiera in famiglia, genitori e figli insieme, la meditazione quotidiana della Parola di Dio, gesti di carità e a rinvigorire affetti e relazioni che la vita di ogni giorno rischia di rendere meno intensi".

Le chiese continueranno comunque a rimanere aperte durante il giorno, proprio per "consentire la preghiera personale e l'incontro con i sacerdoti che generosamente donano la loro disponibilità per un sostegno spirituale che consenta a tutti di sperimentare che 'il nostro aiuto viene dal Signorè". Secondo i vescovi dell'Emilia-Romagna, dunque, "la situazione attuale e il rischio di contagio richiedono ai cristiani un supplemento di carità e di prudenza per non mettere a rischio la salute dei più anziani, dei più vulnerabili e anche la propria". La Chiesa assicura dunque che la "situazione di disagio e di sofferenza del Paese è anche la nostra sofferenza in questo tempo quaresimale".

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