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Medicina, eseguito a Modena il millesimo trapianto di fegato

L’importante traguardo giunge a vent’anni dall’apertura del Centro Trapianti

Trapianti di fegato, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena tocca quota mille. L’importante traguardo accade a distanza di vent’anni dall’apertura del Centro Trapianti e a realizzarlo è la Chirurgia Oncologica Epatobiliopancreatica e dei Trapianti di Fegato diretta dal professor Fabrizio Di Benedetto.

Il millesimo trapianto di fegato è stato portato a termine proprio pochi giorni fa. “Un grande orgoglio ed un momento molto sentito - dichiara il professor Di Benedetto -, ulteriormente impreziosito dal fatto che si è trattato di un trapianto da donatore vivente”.

Come commenta il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, dottor Claudio Vagnini, “dietro questo successo troviamo dedizione, formazione, studio continuo, specializzazione e multidisciplinarietà. Si tratta di un punto d’arrivo importante, costruito con una crescita costante negli ultimi anni, basti pensare che oltre 250 trapianti di fegato dei mille totali sono stati eseguiti negli ultimi quattro anni. Non è un caso, quindi, che Modena sia considerata ormai un punto di riferimento per la chirurgia dei trapianti. Anche per questo non intendiamo sederci sugli allori, ma piuttosto ripartire da qui per migliorarci e crescere ulteriormente proiettandoci nel futuro”.

“L'importante traguardo che oggi commentiamo è per il nostro Ateneo motivo di grande soddisfazione ed orgoglio”, sottolinea il Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, professor Carlo Adolfo Porro. “Il Centro Trapianti di Modena è ormai una realtà consolidata nel panorama nazionale e, in questo senso, il millesimo trapianto di fegato si inserisce nel solco di un impegno ventennale fatto di innovazione e qualità. Un ringraziamento al professor Di Benedetto e a tutta la sua équipe, così come a tutti i professionisti dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria, che grazie al loro apporto corale hanno reso possibile un così ambizioso risultato”.

Sono ben sette i trapianti di fegato da donatore vivente eseguiti a Modena negli ultimi dodici mesi. “Si tratta di una preziosa opportunità per i pazienti in attesa di ricevere il trapianto in tempo utile ad ottenere la guarigione”, sottolinea il professor Di Benedetto. “Il traguardo è frutto di un lavoro di squadra, per cui desidero ringraziare tutto il gruppo dei miei collaboratori, che con il loro lavoro infaticabile hanno reso possibile il raggiungimento di questi obiettivi, portando Modena ad essere un centro di riferimento non solo regionale ma anche nazionale. Ringrazio inoltre lo staff infermieristico, gli epatologi, diretti dalla professoressa Erica Villa, i radiologi, guidati dal professor Pietro Torricelli, ed il reparto di Anestesia e Rianimazione, diretto dal professor Massimo Girardis, che in un anno così difficile ha lavorato con noi per garantire sempre ai pazienti le cure necessarie”.

E proprio il professor Girardis sottolinea: “Quando in una notte di ottobre del 2000 siamo stati chiamati per gestire il primo trapianto di fegato, mai avremmo pensato di arrivare a questo traguardo. Il primo pensiero e ringraziamento va a tutti i medici ed infermieri dell’unità operativa, che oggi ho il privilegio di dirigere e che si sono prodigati in maniera instancabile, con entusiasmo ed alta competenza in questi vent’anni. Da allora i progressi in ambito anestesiologico-rianimatorio sono stati rilevanti ed oggi possiamo sottoporre a trapianto di fegato con buon margine di sicurezza pazienti ad elevata complessità clinica che in passato non avrebbero potuto beneficiare di questa opportunità”.

Il reparto di Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato ha recentemente conseguito, grazie alla sinergia tra il Sistema Qualità dell’AOU e l’impegno dello staff chirurgico, la certificazione di qualità secondo normativa ISO 9001:2015 per la gestione del paziente candidato a trapianto di fegato. “Ciò dimostra come questa azienda ed i suoi professionisti non si accontentino dei risultati e dei numeri, ma mettano al centro il servizio ai cittadini e possano offrire un’assistenza di altissima qualità che sia oggettivamente riconosciuta come tale”, conclude il professor Di Benedetto.

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