Pianura nella morsa dello smog, tre settimane senza tregua (e senza soluzione)

Ancora misure emergenziali antismog. Da martedì 14 a giovedì 16 gennaio compreso fermi anche i veicoli diesel Euro 4. Vietato utilizzare riscaldamento a biomasse e diminuzione temperature negli ambienti

Tornano in vigore da domani, martedì 14 gennaio, fino a giovedì 16 compreso, le misure emergenziali, previste dalla manovra antinquinamento della Regione Emilia-Romagna. Questo dal momento che le polveri sottili hanno raggiunto i tre giorni consecutivi di concetrazione otre la soglia. O almeno a questo si riferiscono i regolamenti. Nella realtà lo smog non ha più abbandonato la pianura modenese dal 27 dicembre scorso: tre settimane in cui le centraline di Arpae hanno registrato continui sforamenti (ad eccezioni di 2 giorni sulla soglia limite).

Una dinamica che ancora una volta sottolinea l'assoluta inadeguatezza delle manovre di emergenza: la concentrazione dell'inquinamento dell'aria è legata esclusivamente al tempo atmosferico, senza che le decisioni politiche incidano in maniera percepibile. Solo le perturbazioni, infatti, sono in grado di far abbassare le PM10.

Comunque sia, il Piano Aria c'è e va rispettato. Il raggiungimento del livello di allerta è segnalato con un bollino rosso nel Bollettino emesso oggi, lunedì 13 gennaio da Arpae e le misure emergenziali resteranno in vigore fino a giovedì 16 gennaio compreso, prossimo giorno di controllo; saranno revocate solo se il bollettino emesso da Arpae quel giorno non evidenzierà allerta (bollino verde).

Con le misure emergenziali, ai limiti alla circolazione per i veicoli più inquinanti, già previsti dalla manovra antinquinamento ordinaria si aggiunge il divieto di circolazione anche per i veicoli diesel Euro 4 in tutta l’area cittadina compresa all’interno delle tangenziali. Il divieto di circolazione per i diesel Euro 4 era già previsto anche negli scorsi anni in caso di attivazione delle misure di emergenza.

Previsti anche il divieto di utilizzo di biomasse per il riscaldamento delle unità immobiliari dotate di riscaldamento multicombustibile; l’obbligo di ridurre di almeno un grado la temperatura negli ambienti di vita riscaldati (massimo 19° C, più 2 di tolleranza, nelle case, negli uffici, nei luoghi per la attività ricreative o di culto, nelle attività commerciali e nelle attività sportive e fino a 17° C, più 2 di tolleranza, nelle sedi di attività industriali e artigianali), con l’esclusione di ospedali, cliniche, case di cura e istituti scolastici; il divieto di bruciare sterpaglie, residui di potatura, simili e scarti vegetali di origine agricola in tutto il territorio comunale; vietato anche utilizzare riscaldamento a biomasse (legna, cippato) nelle unità immobiliari dotate di sistema multicombustibile.

Attivo anche il divieto di spandimento liquami, con l’eccezione dello spandimento effettuato con interramento immediato dei liquami e con iniezione diretta al suolo.

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