Pasti caldi per chi vive ai margini, gli chef modenesi al fianco della Croce Blu

Oltre 1700 i pasti cucinati dagli chef del Consorzio di Ristoratori e consegnati dai volontari a persone emarginate e in difficoltà economica

Una vera e propria catena della solidarietà, attivata in concomitanza con l’esplosione della pandemia, che ha consentito di fornire quotidianamente pasti caldi a numerose persone che vivono in situazioni di emarginazione e difficoltà economica. Protagonisti di questa iniziativa sono gli chef dei ristoranti del Consorzio Modena a Tavola, che hanno cucinato oltre millesettecento pasti, e i volontari di AVPA CROCE BLU che li hanno distribuiti. Una considerevole parte dei prodotti alimentari utilizzati è stata fornita da Piacere Modena, a cui aderiscono i principali consorzi di tutela delle DOP e IGP provinciali, oltre al Consorzio Modena a Tavola e all’agenzia di promozione turistica Modenatur.

L’idea è nata in modo quasi casuale, in casa del noto chef Luca Marchini, titolare del Ristorante Stellato L’Erba del Re, quando la moglie, Antonella Manzini, da sempre molto vicina al mondo del volontariato e alla CROCE BLU in particolare, ha proposto di cucinare per aiutare le persone bisognose. “Vista la chiusura forzata, sia dei ristoranti sia delle mense per i poveri, mettiamoci a disposizione di chi un pasto fa fatica ad averlo.” Dopo poche ore, la macchina era già stata messa a punto: alcune telefonate per definire gli aspetti logistici, il sopralluogo presso la sede dell’AVPA CROCE BLU, la verifica dell’attrezzatura, la ricerca degli chef del Consorzio Modena a Tavola disponibili a cucinare e la richiesta di aiuto a Piacere Modena per ricevere il supporto di alcuni giovani cuochi e la fornitura di buona parte delle materie prime utilizzate per cucinare.

VIDEO | Le interviste agli chef ideatori del progetto

I primi pasti, una ventina, sono stati consegnati dai volontari il primo di aprile. Da allora, per il pranzo di mezzogiorno, i fornelli della cucina dell’AVPA CROCE BLU, situata al terzo piano della sede di via Giardini, praticamente non si sono più spenti, nemmeno nei giorni festivi. Ad avvicendarsi nella preparazione delle pietanze sono stati una decina di chef del Consorzio Modena a Tavola. A fare da apripista Luca Marchini, al quale si sono aggiunti Gianluca Soncini della Trattoria il Campazzo, Marco Messori dell’Osteria della Cavazzona, Emilio Barbieri del Ristorante Anna, Massimiliano Telloli e Asia e Stefano Corghi.

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I pasti che vengono distribuiti oggi sono circa una cinquantina al giorno, prevalentemente nella zona della stazione e presso l’ex scalo merci. In pochi giorni, sottolineano i volontari che si occupano della consegna, si è sparsa la voce e la puntualità nel ritiro dei piatti pronti, che prima era un optional, è diventata la norma. I destinatari sono persone già assistite dal volontariato; in prevalenza si tratta di uomini con un’età compresa tra i 40 e i 50 anni; in alcuni casi si tratta di famiglie che hanno un alloggio ma che versano in difficili condizioni economiche, in altri di persone senza tetto.

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