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Se ne è andato Ermes, oste simbolo della modenesità

Ermes Rinaldi aveva 85 anni: da mezzo secolo gestiva il ritorante di via Ganaceto

Ermes era qualcosa di più che un'osteria. Era un pezzo di Modena: un dei luoghi più iconici della modenesità, fatti di buona e abbondante cucina e di una verve dialettale che trascinava ogni avventore in un'esperienza come poche. 

Il passato è purtroppo d'obbligo: Ermes Rinaldi è scomparso nelle scorse ore all'età di 85 anni. Se ne è andato dopo anni difficili, in cui l'età iniziava a lasciare segni evidenti. Lascia un figlio e la moglie Bruna, inseparabile compagna di vita e di lavoro.

L'osteria di via Ganaceto aprì nel 1963 e per oltre mezzo secolo ha portato avanti la tradizione della cucina locale, in un clima a dir poco informale. Un locale aperto solo a mezzogiorno, dove non si poteva prenotare e dove la convivialità era portata all'eccesso, tra pasta al ragù, polpette e tanto lambrusco. Senza fronzoli, senza alcuna sciccheria, tutto rigorosamente in dialetto. 

L'istrionico oste modenese era diventato con il passare dei decenni un punto di riferimento per migliaia e migliaia di modenesi, che non perdevano occasione per sedere ai suoi tavoli per poi alzarsi solo con lo stomaco molto appesantito. Nel senso migliore del termine. Se ne va quindi un personaggio iconico, che aveva saputo voler bene alla città e a cui tutti volevano bene.

Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli in un messaggio di cordoglio ricorda: “Un simbolo della città, un autentico cultore della tradizione gastronomica modenese, dai modi apparentemente burberi, ma bonari, che non riuscivano a nascondere un cuore grande. Quando festeggiò i 50 anni di attività – ricorda il sindaco – lo fece coinvolgendo tanti modenesi in un’iniziativa di solidarietà. Era il suo stile e questo è il modo migliore per ricordarlo: ciao Gabian. E un abbraccio alla moglie e al figlio”.

"È con grande dolore che apprendiamo della scomparsa di Ermes - ha commentato Mauro Rossi, collega e Presidente Provinciale Confesercenti Modena. Era una persona speciale, simbolo della "modenesità" a tavola oltre che un nostro caro associato, con la sua personalità riusciva a coinvolgere tutti."

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