Scomparso Otello Burani, con la moglie Maria Giovetti donò 2 milioni al Policlinico

Il grazie degli ospedali modenesi ai coniugi che nel 2013 donarono i fondi che consentirono l’inaugurazione della nuova degenza Chirurgica da Alta intensità e Chirurgia dei Trapianti

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena desidera esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di Otello Burani, avvenuta nei giorni scorsi, alcuni mesi dopo la morte della moglie Maria Giovetti“Un gesto di riconoscenza verso la nostra terra”. Questa frase riassume il pensiero che spinse i coniugi Otello Burani e Maria Giovetti a compiere, nel 2013, uno straordinario gesto di generosità verso il Policlinico di Modena. 

“Ho capito che l’ospedale aveva bisogno di un rinnovato Centro Trapianti e non ho avuto più dubbi: dopo aver preso la decisione, mi sono sentito bene, mi sono sentito leggero”. Questo dichiarava Otello Burani il 19 marzo 2016, nel giorno dell’inaugurazione della Degenza Chirurgica ad Alta Intensità e Centro Trapianti di Fegato al Policlinico di Modena.  “Ho piena fiducia in mio marito. Quando mi ha spiegato la sua idea sono stata felicissima: sono sicura che in questo modo potremo aiutare tanta gente” gli aveva fatto eco la moglie Maria Giovetti che con lui era stata protagonista della donazione di due milioni di euro che aveva consentito la realizzazione di un intero nuovo reparto da 28 posti letto, su 1.500 metri quadri.

Penso sia bello ricordarli con queste affermazioni – ha commentato il Direttore Generale Claudio Vagnini – che sintetizzano la grandezza di due persone gentili e semplici che hanno deciso fare un grande regalo alla loro comunità, un dono che in questi anni la bravura dei nostri professionisti è riuscita a fare fruttare al meglio, come dimostrano i recenti successi della Chirurgia dei Trapianti modenese.”

Una vita, quella di Otello Burani, spesa a lavorare nel settore delle vernici per le carrozzerie, con quella geniale intuizione che gli permise, negli anni ’60, di conquistare la fiducia di Enzo Ferrari e di iniziare una assidua frequentazione dello stabilimento di Maranello. “Ricordo ancora quando il Commendatore mi chiese come intendevo investire il denaro che guadagnavo, non avendo eredi diretti – raccontò ancora Burani – Gli risposi che li avrei utilizzati per fare del bene. Sono passati tanti anni da allora, ma la decisione l’ho presa solo di recente, dopo aver avuto purtroppo necessità di recarmi in ospedale. Durante quel periodo, è scattata dentro di me la scintilla ed ho capito che avremmo potuto fare qualcosa di importante per Modena, una terra che ci ha dato tanto. Non vedevo l’ora di veder terminato il progetto. Ora che l’ho visto, quasi finito, sono rimasto senza parole, dal gran che è bello”.    

Ho avuto la fortuna di conoscere i coniugi Burani in occasione dell’inaugurazione della Sala Ibrida – ricorda il Direttore Amministrativo, Lorenzo Broccoli – e ho potuto apprezzare la loro grande semplicità, unita a un’attenzione per la loro comunità che non è mai da dare per scontato. Per questo desidero unire le mie personali condoglianze a quelle della Direzione aziendale. Le loro immagini felici di coniugi uniti e sorridenti il giorno dell’inaugurazione, insieme ai sanitari, sono a mio avviso il più bel ricordo di due persone speciali”.

Il 9 gennaio 2013 Otello e Maria avevano costituito un Trust con Trustee Bper Trust Company SpA, società del Gruppo BPER per gestire la donazione. I lavori cominciarono nell’agosto del 2014 e oggi, meno di due anni dopo, il sogno di Otello e Maria è divenuto realtà, dando vita a un reparto destinato alla Degenza Chirurgica ad Alta Intensità e Centro Trapianti di Fegato, dove i pazienti sono già stati trasferiti dal 9 marzo 2016.

Burani è stato un “protagonista dell’imprenditoria modenese - sottolinea il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - anche nel settore delle auto sportive e della Formula 1”. Per il sindaco, che richiama la generosità e l’altruismo che caratterizzano la personalità dell’uomo, dal dono di Burani e della sua famiglia “sono nati nuovi servizi di qualità a disposizione di tutta la comunità e nuova vita per tanti pazienti. Modena e i modenesi lo ricordano con gratitudine”.

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Nell’ottobre del 2013 Otello Burani e la moglie Maria Giovetti vennero ricevuti in Municipio dall’allora sindaco Giorgio Pighi che, ringraziandoli per la donazione, consegnò loro la statuetta della “Bonissima”, simbolo della città, a sottolineare come quel gesto di generosità rappresentasse un importante contributo alla coesione sociale.

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