Nelle Case per anziani arriva la telemedicina: tablet, saturimetro e connessione web

Ridurre gli accessi al Pronto Soccorso e offrire un supporto adeguato. Parte il progetto innovativo dell’AUSL di Modena per monitorare da remoto le condizioni degli ospiti nella Case per Anziani

Anche in tempi di emergenza sanitaria la tecnologia corre in aiuto dell’assistenza, in particolare quella dedicata ai più fragili, si sviluppa infatti la telemedicina, la possibilità di monitorare parametri vitali da remoto.

Grazie a fondi donati da Ferrari, l’Azienda USL di Modena ha avviato un progetto di aggiornamento della propria piattaforma, già in uso con successo per alcuni pazienti con patologie neurologiche, per sfruttare le potenzialità della telemedicina a vantaggio dei pazienti positivi al coronavirus che vivono all’interno delle Case Residenza Anziani (CRA) della provincia e, in futuro, per il monitoraggio di tutti i pazienti anziani complessi.

Il progetto

Il progetto Telemedicina fa parte di un progetto più ampio che l’Azienda Sanitaria ha dedicato alle Case residenza anziani e che vede l’attivazione di una task force specialistica a sostegno dei medici delle CRA  (composta da geriatri, infettivologi, igienisti, palliativisti e medici di emergenza-urgenza) con diversi obiettivi: supportare i Medici delle CRA nella gestione degli anziani positivi al covid-19 con i trattamenti disponibili e nel monitoraggio dell’evoluzione della malattia; ridurre gli accessi impropri in ospedale garantendo una qualità delle cure adeguata in contesti assistenziali più simili alla “casa”; offrire un supporto adeguato al personale della struttura non solo in termini di protezione dai rischi ma anche nella comunicazione e nella collaborazione con le famiglie degli anziani.

Si prevede anche la possibilità di offrire un supporto psicologico sia all’equipe assistenziale delle CRA che ai familiari da parte del Servizio di Psicologia Clinica aziendale in questa fase di difficoltà.

Attualmente già attivo presso più della metà delle strutture con pazienti covid positivi, 4 sul Distretto di Carpi dove è stato avviato per primo, 3 su quello di Modena e 3 su Sassuolo,  il monitoraggio in telemedicina sarà progressivamente esteso a tutte le CRA (al via domani anche sul Distretto di Mirandola).

Il progetto vede la regia della Direzione Socio-Sanitaria AUSL che si avvale della collaborazione di molte articolazioni aziendali, tra cui Dipartimento di emergenza-urgenza, Cure Primarie, Ingegneria clinica, ICT e Distretti sanitari. Consente, alla luce dei dati raccolti, di attivare tempestivamente il contesto assistenziale più appropriato in base alle condizioni del paziente, costantemente monitorate e a disposizione per la valutazione diagnostica da parte dei medici di struttura e dei Medici di Medicina Generale delle CRA.

Come funziona

Le CRA che ospitano anziani positivi al coronavirus saranno dotate di un kit che comprende saturimetro con connessione bluetooth e un tablet sul quale è installata l’applicazione di telemedicina. Gli operatori sanitari, attraverso un quaderno di lavoro digitale, utilizzando il saturimetro misurano i livelli di saturazione dell’ossigeno agli ospiti delle CRA e possono descrivere lo stato di salute del paziente introducendo altri dati quali pressione e temperatura. I dati vengono trasmessi alla piattaforma web di telemedicina e sono immediatamente disponibili al medico di riferimento della CRA, che così può monitorare l’andamento giornaliero e anche l’evoluzione nel breve e medio periodo, ricavando dati utili all’approfondimento diagnostico. La piattaforma è collegabile anche con i medici di Pronto Soccorso, che possono essere contattati per la condivisione dei dati e l’analisi delle criticità e delle azioni diagnostico-terapeutiche da mettere in atto.

Per dare gambe al progetto, grazie alle donazioni di Ferrari auto, sono state acquisite le varie strumentazioni che serviranno sia ai pazienti sia ai professionisti sanitari, offrendo così un importante sostegno al personale sanitario impegnato nella gestione dell’emergenza. Con la graduale estensione del progetto a tutta la provincia saranno acquisite man mano le tecnologie necessarie (ulteriori pulsossimetri bluetooth, tablet, smartphone) e potenziato il software.

Il progetto potrà essere esteso anche direttamente al domicilio dei pazienti sfruttando la medesima piattaforma e collegando il paziente con lo smartphone.

                                                                 

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