Poche pattuglie e uffici in affanno, la Polizia fa i conti con l'organico limitato

Il Siulp ha presentato i dati raccolti su un anno di attività, evdenziando una lunga lista di criticità relative alla gestione del quotidiano in Questura e nei Commissariati

E' già molto, molto, tempo che il Siulp di Modena porta avanti la propria battaglia contro la carenza di organico della Polizia di Stato in città e in provincia. Una battaglia che finora, nonostante gli interessamenti della politica e i cambi di amministrazione (romana), non ha trovato risposte degne di nota. Per presentare ancora meglio le criticità che da tempo denuncia, il sindacato di polizia ha deciso di raccogliere una serie di dati, che messi insieme forniscono un'occasione molto interessante per analizzare ancora una volta le attività della Questura e i fenomeni criminali modenesi.

il dossier del Siulp punta ovviamente il dito contro i numeri davvero esigui con cui il personale in divisa deve fare i conti quotidianamente, evidenziando l'enorme mole di lavoro che i poliziotti devono affrontare nei diversi campi del loro intervento, dal pattugliamento del territorio alla gestione delle denunce dei cittadini, dalla gestione dell'Ufficio Immigrazione fino ai tantissimi servizi di ordine pubblico. I numeri forniti prendono in esame gli ultimi 12 mesi, fino a settembre 2019.

Servizi di Ordine Pubblico, due al giorno

Nella nostra provincia l'anno scorso si sono svolti poco meno di 700 servizi di ordine pubblico. Si tratta di ogni evento pubblico che richiede un presidio delle forze dell'ordine: manifestazioni di piazza, scioperi, partite di calcio ed altri eventi sportivi, concerti, manifestazioni culturali e altro ancora. SI parla di quasi due servizi al giorno. Queste attività hanno una ricaduta enorme in termini di impiego del personale, sia in fase di programmazione che di controllo: non esistono agenti "dedicati" a queste attività, ma di volta in volta dirigenti e poliziotti lasciano i loro incarichi per seguire l'evento, interrompendo cioè le funzioni cui sono assegnati normalmente, burocratiche o operative che siano. 

Controllo del territorio, arresti e denunce

In un anno la Squadra Volante ha messo a segno 140 arresti, in prevalenza per reati contro il patrimonio (furti e rapine). Parallelamente il numero delle denunce sfiora quota mille. Nei controlli in strada sono state identificate 26.000 persone e fermati 8.000 veicoli. "Questi dati testimoniano in maniera inequivocabile che le pattuglie della città di Modena svolgono appieno e senza soluzione di continuità sia il controllo del territorio che la repressione dei reati - spiega il Siulp - Tali numeri sono la prova che la città, nonostante l'intensa attività di Polizia, è costantemente sottoposta alla commissione di reati, stante l'esiguo numero di pattuglie disponibili per ogni turno, sarebbero - almeno per un certo periodo - sicuramente più alti di quelli esposti". Come spiega il sindacato, ogni giorno si trovano in strada due o tre pattuglie della Volante, che devono controllare tre quarti del territorio urbano (un quarto spetta ai Carabinieri, ndr). Quando una pattuglia è impegnata su un intervento che la costringe a dedicarsi ad un episodio per qualche ora - un furto, una lite violenta, una rapina, ecc - ne consegue che le strade restano "sguarnite" per quel periodo di tempo.

Ufficio denunce, lunghe code per i cittadini

Negli ultimi 12 mesi la questura ha trattato qualcosa come 12.000 denunce: una media di 32 cittadini che ogni giorno si recano in via Palatucci per le più svariate motivazioni, cui si aggiungono anche le circa 500 denunce di smarrimento documenti. L'alto senso civico dei modenesi, che li porta giustamente ad esercitare un loro diritto/dovere, si ripercuote sia sull'attività di un organico non adeguato, sia sulle vittime stesse, costrette ad attendere in fila anche per periodi lunghi.

Boom migratorio, uffici in apnea

Un dato particolarmente rappresentativo del superlavoro cui sono costretti i poliziotti modenesi è quello relativo all'attività dell'Ufficio Immigrazione e si basa su una equazione per certi versi disarmante, che spiega come la macchina pubblica non abbia saputo adeguarsi all'ondata migratoria degli ultimi anni. Nel 1990 all'Ufficio Stranieri lavoravano 6 addetti, che si occupavano della burocrazia relativa a circa 5.000 immigrati presenti in provincia: ogni poliziotto gestiva le pratiche di 833 stranieri. Oggi all'Ufficio Immigrazione prestano servizio 35 operatori, che però devono gestire quasi 75.000 immigrati. Questo significa che ogni agente deve seguire la posizione di soggiorno di 2.131 immigrati. Il lavoro è quasi triplicato. Uno squilibrio anche se si prendono in esame altre realtà italiane, dove questo rapporto è decisamente inferiore.

Reati in calo e sicurezza percepita

Da alcuni anni Modena fa segnare un calo numerico dei reati denunciati, elemento che le forze dell'ordine non mancano mai di sottolineare. Il Siulp sottolinea come la statistica nuda e cruda da sola non esaurisce il problema: a fronte di un calo complessivo, vi è infatti un aumento di alcuni specifici reati che contribuiscono a generare insicurezza. Il dossier - quindi relativo ai soli casi trattati dalla Polizia di Stato - segnala un aumento del 6,20% delle lesioni dolose e un +44% delle violenze sessuali. Crescono del 12, 84% le rapine e del 11,43% le estorsioni. Anche i reati di traffico e spaccio di droga fa segnare un +10,34%. I furti, pur calando del 6,13% si attestano alla cifra davvero considerevole di 16.897. Secondo il sindacato, dunque, non basta parlare di "calo dei reati e aumento degli arresti" per mettere a tacere il discorso sulla sicurezza, che spesso la politica ha sottovalutato.

Promuovere Modena a Questura di fascia "A"

Nel concreto la richiesta del Siulp è quella che riecheggia ormai da molti mesi: "Sarebbe utile richiedere con forza l'elevazione di fascia, con conseguente innalzamento a rango di Divisione dell'Ufficio Immigrazione. Tale soluzione potrebbe sanare in buona parte le problematiche e le difficoltà che vengono vissute oggi. Non vogliamo fare passare il concetto che il territorio modenese sia una sorta di "Bronx" dove si vive al di fuori delle regole o in preda all'anarchia criminale, ma molto più concretamente un pezzo di paese molto operoso e produttivo che necessita quantomeno di avere l'organico della Polizia che non sia fotocopia di quello del 1989, quando le condizioni socio-economiche e criminali del territorio erano completamente diverse.

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