Nuotando oltre le barriere: UISP e AUSL per combattere i disturbi dello spettro autistico

Al via i percorsi di attività sportiva per i bambini affetti da disturbi dello spettro autistico in carico alla Neuropsichiatria infantile. Obiettivo l’autonomia personale

Il nuoto quale strumento per favorire la crescita dell’autostima e il raggiungimento dell’autonomia, a integrazione dei progetti terapeutici già in atto.

È questo il cuore della convenzione che da oltre 10 anni unisce UISP e Azienda USL di Modena nella collaborazione a favore dello sviluppo dei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico.

Molteplici i vantaggi che l’attività sportiva in acqua apporta ai bambini con disturbo dello spettro autistico: dal miglioramento generale della salute e della qualità della vita alla gestione dell’emotività e alla crescita delle capacità relazionali, con il conseguente aumento del livello di socialità. Con un grande obiettivo: lo sviluppo dell’autonomia. L’attività di gruppo aiuta a proiettare la possibilità del “fare”, rispetto alle proprie competenze, e rappresenta un’esplorazione che arricchisce il proprio “vissuto”.

Saranno seguiti per tutta la durata del percorso da personale qualificato dell’Azienda USL e di UISP: in vasca sono presenti tre tecnici della riabilitazione psichiatrica o educatori professionali (uno per ogni piscina) e due istruttori qualificati. Gli incontri con i genitori, sia in fase preliminare che di verifica, e il lavoro in équipe sono ulteriori elementi strutturali che qualificano la proposta.

“Studi recenti – sottolinea Stefania Vicini, responsabile dell’Unità operativa complessa di NPIA Area Sud – suggeriscono che l'attività fisica può rappresentare un approccio utile di supporto ai bambini che presentano disordini del neurosviluppo. In particolare, si è riscontrato un miglioramento del benessere psico-fisico e un incremento dei livelli di autonomia personale e sociale, oltre che di stimolazione della capacità di coordinamento motorio e di rispetto delle regole. L'attività in piscina, pertanto, da attività ludica primaria diviene un vero e proprio mezzo di conoscenza, apprendimento e potenziamento delle autonomie e delle abilità sociali al di fuori di contesti ambientali strutturati”.

Un progetto unico nel suo genere in Italia, che quest’anno vede coinvolti circa 180 bambini e ragazzi, in carico alla Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (NPIA) dell’Ausl, in percorsi di attività sportiva in acqua in diversi impianti della provincia di Modena: Modena, Carpi, Castelfranco Emilia, Vignola, Bomporto, Mirandola, San Felice e Finale Emilia.

A questo elenco oggi si aggiungono anche le piscine di Sassuolo, Maranello e Formigine, inserite nell’ambito del recente rinnovo della convenzione: nel Distretto ceramico le attività sportive hanno preso il via lo scorso 7 ottobre, con il coinvolgimento iniziale di una ventina di bambini, dai 4 ai 9 anni.

Il nuoto non è l’unica attività sportiva che i professionisti della NPIA dell’Ausl promuovono a favore dei bambini seguiti dai servizi. Sono attivi infatti anche progetti in collaborazione con le realtà sportive del territorio provinciale di rugby, karate, basket, pallavolo e aikido.

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