Sovraffollamento carceri, Camera Penale e Porta aperta Promuovono "Nuova dimora"

"Nuova Dimora", un alloggio per i detenuti con particolari regimi di semilibertà: è questa la soluzione della Camera Penale di Modena che -insieme all'Associazione di volontariato Porta Aperta- promuove per far fronte alle situazioni che hanno scatenato le rivolte dei giorni scorsi

E' ormai appurato che le rivolte nelle carceri italiane verificatesi in tutta la penisola la scorsa settimana, siano frutto di crisi vecchie e nuove. L'emergenza coronavirus -e la conseguente sospensione dei colloqui con i familiari-, sembra solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già saturo da tempo. Il sovraffollamento delle carceri (in Italia, secondo una recente statistica resa nota dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la popolazione carceraria è in soprannumero del 21,1%; e al Sant'Anna di Modena nello specifico i detenuti sarebbero stati 562 per 369 posti) infatti, come sottolinea la Camera Penale di Modena in un comunicato stampa emesso in matinata "aveva già comportato in passato diverse condanne da parte dell’Europa per condizioni 'disumane'".

Per sopperire a questa mancanza, a Modena erano già da qualche tempo in corso di realizzazione dei progetti capaci di consentire ad alcuni detenuti di intraprendere percorsi esterni al carcere, attualmente sospesi a causa della emergenza coronavirus. In seguito ai gravissimi fatti accaduti presso la Casa Circondariale Sant’Anna di Modena, l'inagibilità della struttura sta costringendo l'Amministrazione Penitenziaria a trasferire i detenuti in altre strutture d’Italia, ma l’Associazione di volontariato Porta Aperta ODV ETS e la Camera Penale di Modena Carl’Alberto Perroux, fanno sapere di voler fermamente evitare la dispersione di queste progettualità.

E' proprio per questo motivo che le due associazioni hanno costruito e promuovono "NUOVA DIMORA", un progetto finalizzato a creare alloggi per le persone private della libertà che si trovano in regime di lavoro all’esterno, in regime di semilibertà o per i quali siano già state ammesse ad altre misure alternative. Verosimilmente questo progetto interesserà quei carcerati che hanno già in corso, o sono in procinto di ottenere, misure finalizzate a dare piena attuazione all’art. 27 Costituzione, nella parte in cui afferma che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". Attuazione che, comporta l'ammissione a percorsi rieducativi e risocializzanti quali il lavoro esterno, la semilibertà e le altre misure alternative.

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E' la Camera Penale di Modena stessa a precisare che sono già 30 i posti letto che Porta Aperta è riuscita a ricavare "a tempo di record". 

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