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Una nuova graticcia al teatro Pavarotti. Lavori per sostituire il sistema di movimentazione delle scene e l'illuminazione

Al teatro comunale Luciano Pavarotti di Modena sarà sostituita la graticcia ossia il sistema che consente la movimentazione delle scene e dell’illuminazione del palcoscenico. L'intervento approvato dalla Giunta su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Andrea Bosi

Al teatro comunale Luciano Pavarotti di Modena sarà sostituita la graticcia, il sistema che consente la movimentazione delle scene e dell’illuminazione del palcoscenico.  Contestualmente, sarà valutato il restauro del sipario storico del Malatesta, così da avere un’area scenica completamente rinnovata nel momento in cui sarà possibile tornare in presenza a teatro.

Nei giorni scorsi, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Andrea Bosi, la Giunta comunale, infatti, ha approvato la delibera sul progetto esecutivo dell’intervento relativo alla graticcia, che comprende anche lavori agli impianti di riscaldamento e di ricambio d’aria del teatro di corso Canalgrande.

I lavori

Le opere, per un importo complessivo di 700 mila euro, saranno assegnate tramite gara, che verrà pubblicata nelle prossime settimane. I lavori, che avranno una durata di circa quattro mesi, saranno conclusi entro l’avvio della prossima stagione teatrale.

La sostituzione della graticcia, ormai usurata, consentirà di aumentare il carico di servizio della stessa: le nuove necessità legate all’allestimento degli spettacoli, che non prevedono più l’utilizzo di scene in tessuto ma spesso in materiali compositi piuttosto pesanti, richiedono infatti un carico di esercizio della graticcia di 600 chilogrammi al metro quadrato. In particolare, saranno sostituiti i travetti attualmente presenti al di sotto della graticcia con travetti in lamellare, in grado di sopportare carichi superiori, e verranno sostituite le attuali stagge in abete con stagge in faggio. Non sono invece oggetto di intervento i puntoni originari né gli elementi che rientrano nel sistema storico della torre scenica.

Con l’intervento, il sistema delle americane, le strutture a traliccio metallico su cui scorrono i motori elettrici che azionano l’impianto luci, saranno svincolate dalle capriate storiche della copertura cui attualmente sono fissate con rischio di sovraccarico: verrà, in particolare, realizzato un sistema tridimensionale metallico collegato direttamente ai muri perimetrali del teatro.

Ulteriori interventi di natura altamente specialistica, come ad esempio l’installazione di un nuovo sistema di monovie in acciaio con carrelli per lo spostamento delle scenografie e delle luci adeguati al tipo di carichi, saranno assegnati separatamente rispetto agli altri interventi, vista la natura estremamente particolare delle realizzazioni, da destinare a realtà di nicchia specializzate in campo teatrale.

Le lavorazioni relative agli impianti, che non impatteranno in alcun modo sui paramenti decorati del teatro, andranno a portare maggiore omogeneità di temperatura tra i diversi ambienti della sala del teatro, dove ora la mancanza di funzionamento delle Unità trattamento aria genera disparità. I lavori andranno a risolvere la problematica legata alla mancanza di un sistema di umidificazione dell’aria nelle Unità trattamento aria esistenti e al fatto che il tratto interrato del canale di presa aria esterna risulta spesso inutilizzabile.

Il teatro comunale a Modena fu realizzato a partire dal 1838 dall’architetto Francesco Vandelli, già autore di opere come il Foto Boario e la chiesa di San Giovanni del Cantone, cui il duca Francesco IV assegnò l’incarico. I lavori furono completati in quattro anni e, nell’ottobre del 1841, venne inaugurato il teatro, composto secondo la tradizione italiana con platea ellittica, quattro ordini di palchi e un loggione, palcoscenico con area scenica dotata di graticcia con tavole di legno parallele al boccascena, interni riccamente decorati e un palco d’onore centrale sormontato dall’aquila estense rivestita in foglia d’oro. Negli anni ’30 la quarta fila di palchi fu modificata e trasformata in galleria aperta e, dopo il passaggio della gestione diretta al Comune di Modena a partire dagli anni ’70, nel 1984 presero il via lavori di restauro, con il ripristino di parte delle modifiche intervenute nel tempo. Un ulteriore restauro venne eseguito a partire dal 1994.

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