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Nuovi filobus full electric, Seta guarda al futuro e rinnova il parco mezzi

A Modena entrano in servizio 8 nuovi filobus (altri due arriveranno nel 2022) dalle caratteristiche innovative: grazie a batterie ad alta autonomia possono percorrere fino a 12 km senza collegamento diretto con la linea filoviaria

SETA guarda avanti oltre la pandemia ed investe per rinnovare il servizio di trasporto pubblico, per migliorarne l'efficienza, l'innovazione, la sostenibilità ambientale, la sicurezza e il comfort per gli utenti grazie ad un consistente piano pluriennale che l’azienda - con il sostegno degli Enti locali e della Regione Emilia-Romagna - ha deliberato nei mesi scorsi e già avviato concretamente. 

VIDEO | Il parco mezzi Seta si rinnova: primo viaggio sul nuovo filobus full electric

Nella flotta filoviaria urbana di Modena entrano così in servizio 8 nuovi filobus Solaris Trollino full electric, mezzi dalle caratteristiche tecniche innovative oggi presenti solo in poche altre realtà italiane ed europee. Anche gli 8 nuovi filobus Trollino sono stati acquistati da SETA nell’ambito di una gara congiunta regionale, per un investimento complessivo di circa 6,5 milioni di euro cofinanziato al 50% da contributi della Regione Emilia-Romagna. Nel 2022 seguiranno poi altri 2 filobus: i 10 nuovi mezzi elettrici garantiranno così un deciso rinnovamento del parco mezzi elettrici SETA (composto da 20 filobus) ed il sensibile abbassamento dell’età media. Dal 2024 in poi, il rinnovamento sarà completato grazie agli ulteriori filobus che saranno acquistati nell’ambito del Piano strategico nazionale per la mobilità sostenibile del Comune di Modena.

Caratteristiche del Filobus full eletric

Tra le principali innovazioni dei nuovi filobus Solaris Trollino ha un ruolo di particolare rilievo la propulsione autonoma esclusivamente elettrica, senza motore ausiliario termico ma utilizzando un gruppo di batterie ad alta capacità in grado di assicurare la marcia autonoma per oltre 12 km del filobus senza collegamento diretto con la linea aerea. Questa caratteristica – unita al dispositivo automatico di attacco/stacco del trolley in linea - consentirà di gestire il servizio filoviario con una flessibilità finora preclusa: ad esempio sarà possibile variare in parte i percorsi delle linee senza realizzare nuove costose infrastrutture.

La sperimentazione su strada

Sarà avviata nei prossimi mesi una sperimentazione lungo viale Vittorio Veneto, che sarà percorso dai nuovi filobus interamente in marcia autonoma. Alle innovative prestazioni tecniche si aggiungono migliori elementi di comfort e sicurezza per i passeggeri e l’accessibilità facilitata per le persone con disabilità o ridotta capacità motoria grazie al pianale ribassato. I nuovi filobus dispongono di 73 posti complessivi di cui 24 seduti, più una postazione riservata a disabili e passeggeri con carrozzina. Sono inoltre dotati di tutte le più moderne tecnologie di bordo: sistema di controllo satellitare AVM; impianto di videosorveglianza a 6 telecamere, integrato da software basato su reti neurali artificiali (NNA) per calcolare il numero di passeggeri presenti a bordo; rete Wi-fi accessibile gratuitamente agli utenti; display interno con visualizzazione del percorso; annuncio vocale di fermata per utenti ipovedenti. Tra le dotazioni di sicurezza figurano anche: il blocco della marcia a portiere aperte; un impianto automatico antincendio posto nel vano motore, che si attiva qualora vengano superati determinati valori di temperatura e di tempo di esposizione. L'impianto antincendio è inoltre comandabile manualmente anche dall'autista. Per quanto attiene all’emergenza Covid-19, i nuovi filobus Trollino dispongono di un efficiente impianto di ventilazione/climatizzazione capace di garantire il ricambio completo dell’aria ogni 3 minuti circa. Sono inoltre presenti una paretina di isolamento del posto guida e dispenser di gel igienizzante.

Entro il 2023 è previsto  l’acquisto di circa 260 nuovi mezzi dotati delle più moderne tecnologie, con la conseguente riduzione dell’età media e dell’impatto ambientale della flotta circolante nei tre bacini provinciali serviti di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. Sarà ampliata la flotta alimentata a metano, sia nella versione CNG mild hybrid, sia nell’innovativa modalità LNG che offre importanti vantaggi in termini di autonomia, costi di esercizio, prestazioni e sostenibilità, inoltre verranno realizzate nuove infrastrutture di supporto per i mezzi che utilizzano il gas naturale. Oltre al contributo dell’azienda, le risorse sono garantite dalla Regione Emilia-Romagna per complessivi 26 milioni e dagli Enti locali di riferimento per 24 milioni (di cui 8,6 milioni dal Comune di Modena). I 260 nuovi mezzi saranno così distribuiti: 114 (31 urbani e 83 extraurbani) per il bacino di Modena, 81 per il bacino di Reggio Emilia (48 urbani e 33 extraurbani) e 61 per quello di Piacenza (26 urbani e 35 extraurbani).

Con la presentazione del nostro piano di investimenti e l’entrata in servizio dei nuovi filobus Trollino - sottolinea Antonio Nicolini, Presidente di SETA – vogliamo dare un segnale forte e concreto di reattività e programmazione strategica, per contrastare gli effetti negativi che la pandemia sta producendo sul sistema del trasporto pubblico locale e sulla tenuta dei bilanci delle Aziende come SETA. Nonostante queste difficoltà, grazie ai potenziamenti finanziati da Stato/Regione, abbiamo garantito in questo mese la ripartenza della scuola al 50% senza particolari criticità. E’ necessario reagire a questa situazione di difficoltà e ricominciare ad investire fortemente in sostenibilità, innovazione, qualità e sicurezza per ripristinare e garantire il diritto alla mobilità di ogni cittadino. Nel medio periodo, poi, sarà necessario ripensare al sistema di Tpl, anche in funzione del Recovery Fund come un’opzione strategico-programmatoria dello sviluppo sostenibile delle città in epoca Post-Covid e della ripresa economica nazionale. SETA vuole raccogliere questa sfida insieme a tutti i soggetti che hanno fortemente voluto e cofinanziato il Piano degli investimenti 2020-2023, la Regione Emilia-Romagna, gli Enti Local soci e il Comune di Modena, per contribuire a partire, già dall’anno in corso, al rilancio del Tpl nei nostri territori”.

Investimenti futuri su Modena

Per il bacino di Modena il piano di investimenti SETA prevede l’arrivo entro il 2023 di 114 nuovi mezzi (31 urbani e 83 extraurbani), di cui circa 60 già entro l’inizio del 2022. Il valore totale ammonta a 30,3 milioni di euro: 9,7 milioni a carico di SETA, 12 garantiti dalla Regione Emilia-Romagna e 8,6 milioni dal Comune di Modena. Nel capoluogo arriveranno 27 nuovi mezzi: 2 filobus Solaris Trollino e 22 bus urbani da 12 metri ad alimentazione mild hybrid (elettrico + metano CNG) e 3 bus urbani da 18 metri a metano. Con questi nuovi acquisti l’intera flotta urbana di Modena (composta da 82 mezzi) sarà a basso o nullo impatto ambientale in quanto alimentata ad energia elettrica, a metano ‘puro’ o metano mild hybrid.

Verranno inoltre acquistati 41 mezzi extraurbani alimentati a metano LNG (gas naturale liquido), che saranno impiegati sulle linee provinciali con partenza o destinazione da/per Modena e sostituiranno altrettanti bus di categoria Euro2/Euro3 a gasolio, molto vecchi ed inquinanti. L’impiego di questa nuova tipologia di mezzi extraurbani sarà reso possibile dall’ampliamento del distributore interno di gas metano, nel quale sono già presenti 4 colonnine per gas compresso (CNG) alle quali saranno aggiunte 2 nuove colonnine di rifornimento per gas naturale liquido (LNG). Il piano di investimenti è completato dall’acquisto di ulteriori 42 mezzi extraurbani di categoria Euro 6 da 12 metri e da 4 mezzi urbani a metano per il servizio urbano di Carpi.

Grazie a questo complesso di interventi SETA garantirà a partire dal 2023 un considerevole abbattimento delle emissioni inquinanti: ogni anno nel bacino provinciale di Modena verranno eliminate 810 tonnellate di CO2, 120 tonnellate di ossidi di azoto ed oltre 4mila Kg di polveri sottili. Il trasporto pubblico, che a parità di km percorsi e passeggeri trasportati emette circa solo 1/5 degli inquinanti rispetto al trasporto privato, si candida a diventare uno degli assi portanti della transizione ecologica al centro del programma Next Generation EU.

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